Ascanio Celestini incanta il pubblico di Firenze: Il razzismo è una brutta storia (Foto)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:01

Ascanio Celestini alle Cascine. Un’aria inaspettatamente fresca ha accolto ieri sera, nella splendida cornice dell’Anfiteatro del Parco delle Cascine di Firenze, la poesia e l’amara comicità di Ascanio Celestini. Il poliedrico autore romano ha portato in scena il suo ultimo spettacolo ‘La fila indiana – Il razzismo è una brutta storia’, lunga e avvolgente serie di siparietti politici e poesia civile ruotanti attorno al tema del rifiuto delle diversità. Uno spettacolo inserito all’interno del programma dell’Estate Fiorentina 2011 grazie all’impegno dell’Arci, da sempre in prima linea nella lotta contro il razzismo.

Un avvolgente vortice di parole. Mancano pochi minuti alle 22, quando Ascanio Celestini e il chitarrista Matteo D’Agostino (seguiti alla luce e ai suoni da Andrea Pesce), salgono sul palco tra gli applausi di un pubblico che attraversa ogni fascia di età. Un leggio e due sedie illuminate da due potenti fasci di luce sono la scarna ed essenziale dotazione dei due artisti. Ma è chiaro sin dal primo monologo che l’attenzione del pubblico, ordinatamente sistemato sulla gradinata dell’anfiteatro, sarà tutta per le parole di Celestini, parole e sillabe che, pronunciate a ritmo frenetico in un vortice di umanità che non concede sconti alla riflessione, lasciano senza tregua chi, catturato, le ascolta.

Uno spettacolo contro il razzismo. “Io cammino in fila indiana. Io sono il numero 23724. Non lo posso dire con certezza. E’ una cosa che ho dedotto dal fatto che quello che cammina davanti a me mi ha detto che lui è il 23723. Perciò, se la matematica non è un’opinione, io sarei proprio il 23724.”: è solo uno stralcio dell’interminabile serie di frammenti di vita quotidiana e di racconti a margine sul tema della diversità, con cui Celestini invita a riflettere sul rifiuto del diverso, sia esso un “negro“, un immigrato o un “frocio“. Con impareggiabile abilità narrativa, l’attore romano mescola vecchie e nuove storie, strette tra la comicità di un episodio e l’amara consapevolezza che si tratta della realtà. “Bella la realtà, peccato che esista per davvero” è, non a caso, una delle frasi su cui ruota l’intero spettacolo. Allo stesso modo, se non esistesse per davvero, sarebbe bella anche l’Africa, quel lontano continente dove “esiste solo il presente”, perché “in Africa il passato è solo remoto“. Ma di reale ci sono, purtroppo, anche le farneticanti dichiarazioni di qualche leghista, del trevigiano Gentilini ad esempio, teorizzatore del “padroni in casa nostra“, pronto a prendere “a calci nel culo” islamici, culattoni e diversi d’ogni sorta.

Cliccando in basso a destra è possibile accedere alla ricca photogallery dello spettacolo di Ascanio Celestini, andato in scena ieri sera a Firenze.

Raffaele Emiliano

Foto di Danio Nardelli, in esclusiva per Newnotizie.