Attori e poeti riuniti per salvare la casa di Carmelo Bene

Fare della casa di Carmelo Bene un luogo della memoria, questo il fulcro portante dell’iniziativa “Attigui a casa sua!”, la manifestazione di protesta che attori e poeti hanno dato vita ieri, giorno della cessazione della dimora paterna del grande artista, con l’intento di evitare che con il passaggio di consegne sancito da una vendita all’asta anche il resto dell’abitazione del celebre scrittore e drammaturgo venga venduto. La residenza, infatti, non solo è abitata dalla sorella 73enne dell’artista, Maria Luisa Bene, ma contiene alcune importanti testimonianze della carriera di Carmelo Bene. La casa di Santa Cesarea Terme è, infatti, il luogo dove il poeta salentino ha composto le sue poesie giovanili e girato il lungometraggio “Nostra signora dei Turchi”. Carte, fotografie, premi e disegni dell’artista che, se persi, comprometterebbero la testimonianza di una delle voci più importanti del sud. L’appello della sorella di Carmelo Bene è di salvare almeno la restante parte della dimora, che sarà messa all’asta a metà ottobre con il prezzo base 285mila euro. «Non ho disponibilità economiche, né la salute per portare avanti questa lotta – ha dichiarato – mi rivolgo alle istituzioni che dovrebbero intervenire, perché Santa Cesarea potrebbe diventare un polo culturale nazionale. Nessuno però pare interessato».

Casa Museo della Memoria – La volontà dei promotori dell’iniziativa è quella di riuscire a trasformare la casa in un “Museo Carmelo Bene”, emulando ciò che avviene per Federico Garcia Lorca in Spagna dove, Granada, dà la possibilità ai visitatori di conoscere il luogo simbolo dello scrittore di poesie d’amore. In prima fila l’attore Simone Franco e il pittore Orodè Deoro che in questi giorni stanno cercando di sensibilizzare associazioni, istituzioni e uomini di cultura per riuscire a preservare una importante fonte di ricchezza e memoria del territorio. «Così facendo – spiegano i due in un comunicato – possiamo svegliare chi di dovere, chi può fermare questo ennesimo scempio nei confronti del territorio, quest’ennesimo atto di ignoranza totale, di cannibalismo».

Valentina De Simone