Libia, Frattini: Nessuna trattativa con Gheddafi

Totale chiusura verso il Raìs. L’alto rappresentante dell’Onu per la Libia, Abdel Ilah al Khatib, presenterà “nei prossimi giorni, sia a Tripoli che a Bengasi”, la “proposta politica” offerta dal Gruppo di Contatto di un negoziato e si incaricherà di “individuare due o tre rappresentanti, anche dalla Tripolitania, che non abbiano le mani sporche di sangue, quindi né Gheddafi né la sua famiglia, per offrire loro un tavolo di lavoro che comprenda, ovviamente, l’uscita dal potere di Gheddafi e della sua famiglia”. Collegato telefonicamente col Gr1 da Istanbul, il ministro degli Esteri Franco Frattini non concede il minimo spazio di trattativa al Raìs, che in un messaggio audio trasmesso nella notte ha respinto il riconoscimento accordato al Consiglio nazionale transitorio di Bengasi dal Gruppo di Contatto per la Libia quale legittimo rappresentatnte del popolo libico. Gheddafi ha, anzi, invitato i suoi sostenitori a “calpestare con i piedi” quanto deciso ieri a Istanbul dal Gruppo di Contatto.

Nessuna tregua in Libia. Frattini esclude che in occasione del Ramadan possa esserci una  sospensione dei bombardamenti Nato sulla Libia, perché “se il Ramadan è un salvacondotto per uccidere i civili, questo non lo possiamo consentire. Tecnicamente – sottolinea il Ministro – quello che occore per difedere i civili proseguirà”. Nella sua quarta riunione, ieri a Istanbul, il Gruppo di contatto ha avvertito il regime di Tripoli che il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) è l’unica autorità legittima di governo, mentre Abdel Ilah al Khatib, inviato speciale dell’Onu, sarà il negoziatore esclusivo. E anche il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha fatto sapere che “finché un’autorità ad interim non sarà insediata, gli Stati Uniti riconosceranno il Cnt quale legittima autorità di governo per la Libia” e tratteranno con esso su quella base.

R. E.