Roma: muore dopo essere stato rifiutato da 4 ospedali

Roma: quattro ospedali lo rifiutano e muore. Un muratore di 51 anni è morto venerdì scorso al Policlinco Tor Vergata di Roma. L’uomo, Claudio Manni, dopo essersi recato per ben 5 volte in 4 ospedali diversi è spirato all’inerno del presidio sanitario capitolino. A raccontare la vicenda è Il Messaggero, per bocca delle parole della sorella della vittim. Lui, agli arresti domiciliari per droga, ma benvoluto dal vicinato soffriva ormai da molti giorni. Le cose sono andate sempre più peggiorando. Straziante la testimonianza della sorella che racconta di aver sentito suo fratello Claudio “sto morendo, sto morendo, perchè non mi ricoverate?”.

Una tragica odissea. E’ dall’inizio di luglio che il muratore soffre dolori piuttosto forti alla schiena. Inizialmente  il tentativo è quello di curarli con le punture, ma la terapia serve a poco.  Il 4 e l’8 luglio viene chiamato il 118. Entrambe le volte l’ambulanza lo porta a Subiaco, entrambe le volte il ricovero viene negato. Al seconda visita – secondo quanto riporato – il medico scrive: “Paziente già valutato tre giorni fa e dimesso con chiara indicazione alla terapia domiciliare, torna alla nostra osservazione lamentando la medesima sintomatologia”. Si riferiva alla visita del 4 luglio, quando a Manni viene diagnosticata una lombosciatalgia.

Niente ambulanza: Si ribadisce – continua la nota del medico – l’assoluta incongruità di accessi in pronto soccorso, ancora più se effettuati utilizzando il servizio 118. Insomma, non è grave, ma l’uomo peggiora . Da giorni fatica anche a respirare, sempre di più. “era dimagrito 15 chili”. dice ancora la sorella al quotidiano romano. Poi Tivoli, L’Umberto Primo, il Cto.  Tutte le volte viene rimandato a casa. Quando diventa cianotico, l’ambulanza corre, lo porta a Tor Vergata, ma la situazione è gravissima, ha un versamento polmonare. Claudio Manni non ce la fa. L’autopsia dovrebbe svolgersi domani. Ora i congiunti vogliono la verità. “personale medico sotto stress, ospedali depotenziati o in via di smantellamento, pronto soccorso di strutture d’eccellenza oberate dagli accessi e sempre meno in grado di dare la giusta valutazione ai casi che si presentano”. Questi, secondo Esterino Montino, capogruppo dei democratici per la Regione Lazio, i motivi che hanno causato la tragica vicenda. Montino chiede anche conto della questione al Governatore della Regione, Renata Polverini, che dal canto suo ha fatto sapere di aver chiesto immediata verifica degli accessi al pronto soccorso al Direttore Sanitario Asl G di Roma.

A.S.