“Il Mondo Storto” di Mauro Corona si aggiudica il Premio Bancarella 2011

Non sarà certo il Premio Strega ma Mauro Corona può ritenersi più che soddisfatto per aver vinto con “La fine del mondo storto”, edito da Mondadori, la 59esima edizione del Premio Bancarella, il riconoscimento assegnato, con 75 voti su 189, dai librai e dai bancarellai di libri. Gli “sherpa degli scrittori” come li ha definiti Corona che ha ironicamente confessato di non rendersi neanche conto del perché il suo romanzo sia finito nella sestina dei finalisti.  Con uno scarto notevole di preferenze lo scrittore, artista e alpinista friulano ha, invece, superato tutti gli altri cinque concorrenti in gara, ricevendo il premio tra gli applausi  di una piazza della Repubblica, a Pontremoli, gremita di persone, accorse nonostante la pioggia da tutte la Toscana per assistere all’evento culturale più atteso dell’estate Luigiana. A presiedere la giuria, lo scrittore Gianrico Carofiglio, vincitore del Bancarella nel 2005 con il volume “Il passato è una terra straniera”, edito da Rizzoli.

Un mondo storto – Visione futuristica ma del tutto plausibile di un mondo nel quale il carbone, il petrolio e l’energia non esistono più e l’inverno è senza fine, “La fine del mondo storto” si è imposto su “Non chiedere perché” (Rizzoli, 45 voti), del giornalista Franco Di Mare, posizionatosi al secondo posto. Un affresco drammatico della guerra etnica e fratricida nell’ex Jugoslavia del 1992, ispirato alla stessa vicenda professionale e privata dell’autore, per oltre vent’anni inviato di guerra. Al terzo posto con 28 voti si è classificato “Dictator. Il trionfo di Cesare” di Andrea Frediani (Newton Compton), al quarto “Lepanto” (19 voti) di Alessandro Barbero (Laterza). A seguire “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi (Mursia) con 16 voti, e “A piccoli colpi di remo” di Alberto Cavanna (Arte Navale) con 6 voti.

Finale senza scrittrici – Un sestetto tutto al maschile, dunque, quello di quest’anno con una totale assenza di donne che non è piaciuta al presidente della giuria. «Mi ha fatto un po’ dispiacere – ha ammesso Carofiglio – anche se non si può parlare di maschilismo culturale: l’universo femminile è ben rappresentato dai librai che come ogni anno segnalano i libri di successo. E poi lo scorso anno il Bancarella lo ha vinto una donna, Elizabeth Strout con “Olive Kitteridge”».

Valentina De Simone