Melania Rea: Parolisi potrebbe uccidere ancora

E’ tornato ad Ascoli Piceno Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea ed, attualmente, unico indagato per il suo omicidio. Era partito questa mattina intorno alle 6.30 insieme al fratello Rocco, alla guida di un furgoncino rosso; prima di tornare in Caserma, Salvatore Parolisi è stato accompganato a Tor di Quinto, a Roma, per ritirare la sua auto, una megane scnìc, sequestrata qualche giorno fa e sottoposta ad accertamenti da parte dei Ris. Arrivato ad Ascoli, Parolisi si è trattenuto in Caserma solo una decina di minuti, per poi proseguire alla volta di Folignano, per recuperare alcuni effetti personali dall’abitazione in cui ha vissuto fino al 30 giugno scorso. Prima di salire in casa, Salvatore si è recato in garage, passando davanti alla vicina di casa Sonia senza rivolgerle nemmeno uno sguardo, atteggiamento che ha lasciato la donna sbigottita.

Ore d’attesa per Salvatore – E’ questione di ore, forse di minuti, ed il gip Calvaresi pronuncerà la sua decisione circa la richiesta di custodia cautelare presentata dal pm Umberto Monti. Il magistrato si è preso 48 ore di tempo per leggere e valutare il fascicolo relativo all’inchiesta, dopo di che, stabilirà se arrestare Salvatore o chiedere ulteriori accertamenti. Secondo alcune indiscrezioni, il Procuratore di Ascoli avrebbe motivato la richiesta di custodia preventiva con il pericolo di reiterazione di reato: secondo l’accusa, dunque, Salvatore potrebbe uccidere ancora.

Altri indizi a carico di Parolisi – Ha suscitato immediatamente grande stupore la notizia del sequestro dell’auto di Parolisi, sopratutto perché tale decisione è avvenuta dopo circa tre mesi dall’omicidio di Melania. Salvatore, quindi, avrebbe avuto tutto il tempo di lavare la sua auto, per cancellare eventuali prove. Cosa che è realmente avvenuta, come hanno dichiarato gli stessi familiari di Melania, stupiti dal fatto che, dopo solo quattro giorni dal ritrovamento del cadavere della donna, in data 24 aprile, Parolisi avesse portato la vettura in un autolavaggio. Anche le macchioline, rinvenute, ad un primo rilievo dei Ris, sul montante della portiera del lato passeggero, una delle quali, a quanto si apprende, sarebbe proprio una macchia di sangue, sarebbero apparse, durante questi ultimi accertamenti, più sbiadite. Inoltre, nell’ordinanza si legge che “non è escluso che Parolisi possa aver avuto un complice”.

I risultati dell’autopsia – Dalle poche notizie trapelate sui risultati dell’autopsia effettuata dal medico legale Adriano Tagliabracci, nello stomaco di Melania, oltre a residui di un pasto leggero, sarebbero emerse tracce di caffè: particolare di non poco conto, dal momento che permetterebbe di collocare la morte della donna intorno alle 14.30 del 18 aprile, poiché è presuminbile che Melania avesse ingerito il caffè in un orario compreso tra le 13.30 e le 13.45. Questa notizia sarebbe confermata anche da quanto riferito dall’amica di Melania, Sonia, che avrebbe detto che la donna stava seguendo una dieta particolare che prevedeva un bicchiere di latte ad inizio pasto ed una tazzina di caffè alla fine.

Melania colta di sorpresa – Pantaloni abbassati, trucco perfetto ed unghie intatte: questi gli elementi che farebbero immaginare che Melania sia stata colpita alle spalle e non abbia avuto il tempo di reagire. Infatti, a parte una piccola traccia di DNA appartenente ad una donna, trovata sotto l’anulare sinistro, nessun altro elemento farebbe pensare che ci sia stata una colluttazione. Tuttavia, in un primo momento, le macchie di sangue trovate sul chiosco delle Casermette ed i segni di arma da taglio rinvenuti sulle pareti avevano fatto pensare che Melania avesse tentato di scappare e di resistere al suo assassino.

Francesca Theodosiu