San Raffaele: suicida Mario Cal, vice di don Verzé

Suicida il vice di don Verzè. Mario Cal, l’uomo che per anni è stato il braccio destro di don Verzè nella gestione del San Raffaele, si è suicidato intorno alle 10.30 all’interno della struttura ospedaliera puntandosi contro una pistola. L’arma era regolarmente denunciata, perché il 71enne manager temeva aggressioni. Immediatamente ricoverato in condizioni disperate, Cal è deceduto poco dopo. La notizia viene confermata negli ambienti giudiziari milanesi.

Il crac del San Raffaele. Nei giorni scorsi, Cal era stato ascoltato come testimone in Procura dal pm Luigi Orsi nell’ambito di una procedura (non penale, ndr) che era volta a chiarire contorni e dimensioni del buco del San Raffaele, prima che il Vaticano salvasse, per mezzo di una cordata, le finanze dell’azienda ospedaliera. Prima di togliersi la vita, l’ex braccio destro di don Verzè ha lasciato una lettera nel suo ufficio al San Raffaele. Lo ha confermato il suo avvocato e amico Rosario Minniti, spiegando che per ora non si conosce il contenuto dello scritto.

La fine dell’era di don Verzè. La notizia del suicidio si è appresa in tribunale, dove l’avvocato Rosario Minniti è in riunione nell’ufficio del procuratore della Repubblica di Milano Bruti Liberati insieme ai magistrati Francesco Greco e Luigi Orsi. Minniti racconta che Cal era “molto preoccupato per la situazione economica del San Raffaele”. Solo venerdì scorso, in una lunga riunione del cda della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, don Verzè, fondatore del gruppo, aveva fatto un passo indietro delegando al vicepresidente Giuseppe Profiti e al consiglio stesso tutti i poteri. Il piano di risanamento prevedeva un aumento di capitale da 200-250 milioni di euro necessario a ripianare le perdite (nel 2010 quelle dichiarate ammontavano a 60 milioni di euro) e a dotare il gruppo ospedaliero di mezzi freschi già a partire dal 2012. Per il 22 luglio è convocato il consiglio di amministrazione, durante il quale si dovrebbe decidere il coinvolgimento di Enrico Bondi, ex ad di Parmalat, per il risanamento dell’azienda.

R. E.