Disturbi del sonno: dramma per 17enne che dorme fino a 15 giorni consecutivi

Dorme 15 giorni di fila. E’ stata soprannominata “la bella addormentata”, ma la sua vita è tutt’altro che una favola. Louisa Ball è una ragazza 17enne di Tooting (a sud di Londra) è affetta da una rarissima patologia che la porta a dormire anche per 15 giorni consecutivamente. Quando questo accade, ovviamente, la sua vita si ferma. La ragazza non può andare a scuola, è costretta a saltare lezioni di danza o vacanze. Questi “attacchi” di sonno prolungato , che possono durare per un lasso di tempo breve, oppure prolungarsi per giorni o due settimane consecutive, arrivano all’improvviso e i suoi genitori devono essere sempre presenti, per svegliarla giusto il tempo per farla mangiare e addirittura per farle espletare i suoi bisogni fisiologici.

La sindrome di Kleine-Levin. Si tratta della cosiddetta sindrome di Kleine-Levin, un disturbo del sonno di cui la ragazza soffre da circa 3 anni, dopo il ricovero in ospedale nel 2008 per una semplice influenza. Già a partire da quel ricovero ci vollero 10 giorni prima del risveglio. La sindrome di Kleine-Levin è una malattia gravissima che solitamente insorge tra i 10 e i 20 anni d’età e che costringe chi ne soffre a sonni dalla durata di due settimane. Il sonno può essere variabile: calmo o agitato con la presenza o meno di un’attività onirica intensa o diversi tipi di parasonnie.

Non esistono cure. Ad oggi non esistono sono cure mirate e definitive per sconfiggere questa malattia, che ricorre in sole 1000 persone al mondo e che generalmente scompare in età adulta. L’unica terapia in atto sulla giovane, riguarda la somministrazione di farmaci psicostimolanti o che cerchino di “favorire” (stimolandolo) il sistema nervoso della ragazzina, tentando di tenerlo sveglio. La storia di questa ragazza è diventata un caso internazionale, a causa dei suoi lunghi ed improvvisi letarghi. Benché affetta da questa particolare sindrome, Louisa vive la sua adolescenza con serenità, aspettando una risposta della scienza.

Adriana Ruggeri