LulzSec: sul Sun la falsa morte di Murdoch

LulzSec e la falsa morte di Murdoch.  Rupert Murdoch, magnate australiano dei media è morto. Il suo cadavere è stato trovato nel giardino di casa sua. L’annuncio lo ha dato LulzSec, alias Lulz Security su The Sun,  di proprietà del presunto cadavere. Già, presunto, perchè in realtà il boss NewsCorp di problemi in questo periodo ne ha davvero tanti, nessuno di questi però, a quanto è dato sapere,  riguarda la sua salute. Nemmeno il “Sun”, autorevolissimo quotidiano britannico, ha resistito all’attacco hacker di LulzSec, che è riuscito ad eludere i sistemi di sicurezza e pubblicare la notizia, rigorosamente falsa, della morte del proprietario. Dove? Ovviamente, in prima pagina.

Non è finita. Oltre a generare veri e propri emuli (ammettendo che non siano le stesse persone), Lulz Security ha promesso di non volersi fermare qui. La pausa di 50 giorni ha avuto come unico risultato un attacco, da parte di tale LulzStorm (letteralmente, La tempesta di Lulz) a 18 università italiane. Secondo gli hacker l’attacco è riuscito, secondo gli atenei molto meno, ma tant’è. In ogni caso la “crew”, come viene chiamata in gergo, pare proprio non temere niente e nessuno. “Aspettate la prossima mossa” ha annunciato. Quelle precedenti, di mosse, avevano preso di mira la CIA e la polizia inglese, e più recentemente siti e dati privati di News International.

Online le credenziali di Rebekah Brooks. Direttrice di News Of the World ai tempi delle intercettazioni illegali, la Brooks si era recentemente dimessa (due volte) dopo essere stata travolta dallo scandalo delle intercettazioni illegali, ma il suo gesto non è evidentemente bastato a deviare l’attenzione da sé stessa. Arrestata nelle ultime ore, la Brooks si sarebbe vista pubblicare su internet le sue visto credeziali d’accesso e il suo numero di telefono. Un’altro “scherzo”, a quanto pare riuscito, del gruppo di hacker che nemmeno due mesi fa aveva annunciato la fine della sua attività. Perchè braccato dalla polizia, si era detto.

A.S.