Omicidio Rea, lettera di Parolisi prima dell’arresto: Sono innocente

Lettera di Parolisi a ‘Studio Aperto’. Poche ore prima di essere arrestato per l’omicidio della moglie Melania Rea per ordine del gip, Carlo Calvaresi, su richiesta della procura di Ascoli, Salvatore Parolisi ha indirizzato via mail al giornalista di ‘Studio Aperto’, Antonio Delitala, una lettera di sfogo. “Caro Antonio, in questi momenti di grande preoccupazione, io grido la mia innocenza. Sono sereno con la mia coscienza, non ho fatto nulla“, ha scritto oggi 19 luglio 2011, alle ore 00.10, il caporal maggiore. Parolisi ha ribadito la sua innocenza e la sete di giustizia per la morte della moglie Melania: “Amavo mia moglie e provo un grande dolore, e sono il primo a chiedere giustizia”. Il pensiero va, dunque, alla figlia che “è oggi tutta la mia famiglia”. La giustizia è, allora, necessaria “per far crescere mia figlia accanto a me dandole affetto, sia il mio che quello della madre, la cui perdita è enorme sia per me che per mia figlia”, è scritto nella lettera.

L’arresto. Parolisi è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (previsto l’ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Il caporal maggiore è stato prelevato dalla caserma Clementi di Ascoli dove era tornato a lavorare lunedì. Il movente dell’omicidio starebbe nella relazione con Ludovica P., la soldatessa conosciuta durante un corso di addestramento e della quale Parolisi era diventato amante. A pesare sulla richiesta di arresto dei pm di Ascoli è stato il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.

Melania si fidava dell’assassino. Secondo quanto si legge nell’ordinanza, Parolisi è stato inchiodato dai risultati dell’autopsia effettuata dai medici legali, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito ha sempre dichiarato di trovarsi con la moglie e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno). Ma non basta: Melania si fidava del suo assassino che l’ha colta di sorpresa, alle spalle, mentre lei aveva abbassato pantaloni, collant e slip per fare pipì. Un atteggiamento improbabile in presenza di estranei. La donna non si è difesa, perché non poteva aspettarsi la crudele aggressione aggressione.

R. E.