Storia e cultura insieme in Calabria per il Magna Graecia Teatro Festival 2011

Dal prossimo 2 agosto i tredici siti archeologici della Calabria ospiteranno l’ottava edizione di “Magna Graecia Teatro Festival”, la rassegna diretta da Giorgio Albertazzi che, ogni anno, riaccende i luoghi mitici della regione in un dialogo costante tra storia antica e rappresentazione scenica. Ventuno spettacoli per un totale di sessantasei rappresentazioni che, come ha spiegato il presidente della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, valorizzeranno il patrimonio archeologico locale, in un percorso legato alla tradizione di un glorioso passato. «In questa ottava edizione – ha dichiarato il presidente- abbiamo voluto rilanciare i siti calabresi, distribuiti nelle cinque province. Per il futuro abbiamo in mente di coinvolgere le compagnie in una grande opera per dare corpo ad un progetto ambizioso».

Una programmazione ricca – A dare il via al festival, il 2 agosto a Ricadi, “Kroton, Lokroi e la barca di Enea omonimie in Magna Graecia”, uno spettacolo fortemente voluto da Giorgio Albertazzi per rivisitare, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, le forme originarie del teatro della Magna Grecia, dalla farsa “fliacica” ai miti della tragedia. Tra le opere in programma, la performance coreografica “Cassandra” a cura di Daniele Cipriani produzioni con Rossella Brescia, lo spettacolo di strada “La forza dell’invisibile” della Compagnia Oplas e “Traculentus” di Plauto con Eleonora Brigliadori. Ad arricchire il cartellone della manifestazione, inoltre, due concerti, uno dell’Ensemble Tartit, con canti e musiche del popolo Tuareg, curato dalla Fondazione fabbrica Europa, e l’altro “Anima Latina” con Mariangela D’Abbraccio. A chiudere la manifestazione, il prossimo 2 settembre a Capo Colonna, Crotone, due grandi interpreti della scena musicale, Cristina Zavalloni e Roberto Scandiuzzi, che omaggeranno il pubblico con un inedito incontro tra verso lirico, canto e musica.

«La cultura è un modo di vivere – ha ricordato Giorgio Albertazzi -. E la crescita di un paese, come anche di una regione di una città, se non passa da una spinta culturale è vuota. La Calabria è una regione che amo per diversi motivi: per la presenza di Scilla e Cariddi, ma anche, e soprattutto, per il mio maestro Titta Foti, un anarchico calabrese che mi ha insegnato tutto».

Valentina De Simone