Tabloid: intervista al padre di un soldato morto intercettato da Murdoch

Tabloid Murdoch – Ieri su Italia 1 è andato in onda il programma Tabloid, che ha analizzato alcune interessanti questioni di attualità. Anche di Rupert Murdoch e della sua squadra si è parlato molto ieri sera, ed è stata raccolta la testimonianza del padre di una delle persone intercettate illegalmente dagli inviati dell’ “equipe” di Murdoch. Editore, imprenditore, ma soprattutto produttore televisivo, Rupert Murdoch sta facendo parlare molto di sé.

Intercettatori sciacalli – Il Signor Knight, padre di un ragazzo morto in Afghanistan ed intercettato da Murdoch, ha tentato ieri di evidenziare il confine che esiste fra intercettazione utile ed intercettazione gratuita. Il dolore di un genitore rimasto privo della propria creatura ha dipinto gli intercettatori come fossero degli sciacalli. Dure e forti le parole del papà di Ben Knight: “E’ come se il signor Murdoch avesse rovesciato la lapide di mio figlio. Ci sentiamo come se continuassero a calpestare la sua tomba.”. Cosa meriterebbero gli intercettatori secondo il padre di Ben Knight? Considerando che tutto quello che hanno fatto, a suo parere, è stato frutto solo del loro amore per il denaro, i signori che hanno profanato la memoria di suo figlio meriterebbero la prigione.

Per il Signor Murdoch – A Rupert Murdoch sono state dirette ieri le parole di un uomo e di un padre. “Vorrei dire al Signor Murdoch: immagini di aver appena dato sepoltura a suo figlio, di scoprire che il suo telefono era intercettato.”, ha asserito ieri il padre di Ben Knight: “ Immagini come si sentirebbe. Immagini di dover aspettare settimane per sapere se il suo telefono era sotto controllo e quali informazioni sono state rubate.” Pieno di dolore e di rabbia, il signor Knight ha parlato nello specifico delle intercettazioni pubblicate da Murdoch: “Non mi ha sorpreso sapere  che era intercettato, specialmente dal  News of the World perché pubblicavano cose che nessuno sapeva. Noi ci chiedevamo come facessero a sapere certe cose. Non ci sono parole per un comportamento del genere, tutto questo solo per un articolo, per riempiere un giornale. Un giornale venduto per far soldi. Niente a che vedere con l’interesse pubblico, con la libertà d’informazione.”.

M.C.