Melania Rea: bocche cucite in caserma sulla relazione tra Salvatore e Ludovica

Hanno sucitato non poco scalpore i messaggi di facebook e le intercettazioni telefoniche ed ambientali trascritte nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Carlo Calvaresi nei confronti di Salvatore Parolisi, indagato per omicidio volontario pluriaggravato, in quanto indiziato di aver cagionato la morte della moglie, Melania Rea. Nonostante il tentativo del caporalmaggiore di far passare sotto silenzio la relazione extraconiugale con Ludovica, ex allieva del 235° RAV ‘Piceno’, non solo quel flirt, che durava da oltre due anni, è venuto fuori, ma ha portato alla luce tutte le confessioni più intime della coppia.

Ludovica lo pressava – Secondo quanto emerge dalle circa 100 pagine dell’ordinanza, Salvatore Parolisi avrebbe ucciso Melania perché messo sotto pressione dalle continue insistenze dell’amante, che gli ripeteva di lasciare la moglie e di raggiungerla per le vacanze pasquali, durante le quali Parolisi avrebbe conosciuto i genitori di lei, presentandosi come uomo separato, ma libero da vincoli. Eppure, a quanto si evince dai messaggi, Salvatore non riusciva a compiere quella svolta, pur continuando a promettere a Ludovica di amarla e prorogando di settimana in settimana la sua separazione dalla moglie.

No comment in caserma – Nessuna voglia di commentare la relazione sentimentale tra Salvatore e Ludovica, da parte dei militari della Caserma ‘E. Clementi’ di Ascoli Piceno, dove il caporalmaggiore ha lavorato fino al giorno del suo arresto. Il generale Ciro Annicchiarico non c’è ed il militare addetto ai rapporti con la stampa ha chiesto ai giornalisti, molto educatamente, di rivolgere le loro domande al Comando di Stato Maggiore dell’Esercito. Stesso atteggiamento anche tra le reclute femminili che svolgono il periodo di addestramento presso il 235° RAV, a passeggio per il centro commerciale di Ascoli. Nessuna soldatessa dice di conoscere Ludovica, a causa del continuo ricambio di reclute, che avviene ogni 7 settimane all’interno della caserma. Bocche cucite, dunque, anche tra ufficiali e sottufficiali, riguardo ad un argomento che, quanto meno, ha suscitato profondo imbarazzo tra le fila dell’esercito. «Si va avanti come sempre» è stata l’unica considerazione di una recluta: la caserma, tuttavia, è stata passata al setaccio dai carabinieri che hanno cercato al suo interno piste alternative a quella dell’omicidio passionale.

Francesca Theodosiu