Milano Jazzin Festival: immenso Ben Harper, instancabile Robert Plant (foto)

Milano Jazzin Festival, Ben Harper, Robert Plant. L’Arena Civica di Milano è teatro di un vero evento rock, un connubio tra il passato e il presente: Robert Plant, ex cantante dei Led Zeppelin, e Ben Harper, poliedrico cantante americano. A precedere le due icone rock, i “Bastard sons of Dioniso”, band trentina nota per aver partecipato allo talent televisivo X-Factor.

Robert Plant. Ore 20: Robert Plant sale sul palco del Milano Jazzin Festival con The Band of Joy, suo vecchio gruppo in cui militò dal 1966 al 1968, prima di fondare con Jimmy Page i Led Zeppelin.
La Band of Joy è formata dal polistrumentista Darrell Scott al mandolino, fisarmonica, chitarra pedal e lap steel e banjom, da Buddy Miller alla chitarra e voce, dalla cantautrice country Patty Griffin, dal bassista Byron House e dal percussionista Marco Giovino.
Un’ora e mezza di nuovi e vecchi successi, tra cui “Angel Dance”, “Please Read the Letter”, “House of Cards” e “Ramble On”, canzone dei Led Zeppelin rivisitata nel sound per allinearla al nuovo stile di Plant.
Durante la serata c’è anche il tempo di festeggiare il bassista, Byron House e sua moglie, che vengono omaggiati dall’ex Led Zeppelin con un mazzo di fiori, per festeggiare il loro 25^ anniversario di matrimonio.

Ben Harper. Dopo una pausa di mezz’ora, il tempo tecnico per cambiare la strumentazione sul palco, entra in scena Ben Harper. Maglietta bianca e jeans blu, chitarra acustica alla mano, nella sua totale semplicità incanta il pubblico milanese.
In una serata magica, dove il cielo di Milano è limpido e terso, con il sole basso all’orizzonte che illumina il palco, Ben spazia da assoli di rock puro al blues melodico, inanellando una serie di brani, tra vecchi e nuovi successi: “Diamonds on the Inside”, “Don’t Give Up on Me Now “, “Rock N’ Roll Is Free”, “With My Own Two Hands”.
Nei momenti in cui Ben Harper è solo sul palco, con la sua chitarra, il pubblico è rapito, in un silenzio spirituale, ascolta per non perdersi nessuna sfumatura della sua splendida voce.
Quando invece è accompagnato dalla sua strepitosa band, che regala assoli e virtuosismi davvero apprezzabili, il pubblico è coinvolto, canta e partecipa.

La magia della voce di Harper. Il momento più intenso arriva verso la metà dello show; intonando una canzone dei Blind Boys Of Alabama in “Where could I go”, Ben ammutolisce volutamente il pubblico meneghino e canta, senza l’uso del microfono, una strofa del brano. Il silenzio è assoluto e anche le persone più lontane dal palco riescono a sentire la voce potente del musicista californiano, percependo tutte le sfumature emozionali della sua timbrica.
E’ proprio Ben Harper che sottolinea tra un brano e l’altro quanta energia e intimità si riesca a raggiungere, anche suonando davanti a migliaia di persone.
Un bellissimo uomo, ottimo cantante, eccelso chitarrista ma con un valore aggiunto che pochi musicisti hanno: ogni presente, ieri sera, ha stretto un contatto spirituale unico con Ben, portandosi a casa una piccola parte della sua immensa bravura.

Valeria Panzeri

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini, in esclusiva per Newnotizie