MotoGP, U.S.A: Lorenzo primo nelle libere. Rossi undicesimo sceglie la Gp11.1

MotoGP, prove libere – Lorenzo continua a mettere sotto pressione il folto ed apparentemente invincibile squadrone Honda. Galvanizzato da una Yamaha davvero in forma, con tanto di sfavillante livrea celebrativa, lo spagnolo si prende il miglior tempo delle prove libere, precedendo tutti e tre i piloti HRC. Un chiaro messaggio di sfida rivolto verso tutti gli avversari, in primis al leader del mondiale Casey Stoner, nel primo turno imprendibile come sempre per poi perdere pian piano tutto il vantaggio sino ad accasarsi in terza posizione. Non solo Jorge è stato più veloce di lui ma anche Daniel Pedrosa, secondo ad un decimo dalla vetta e perfettamente a suo agio nel tortuoso circuito di Laguna Seca. La Spagna anche nella classe regina continua a dettare legge, accendendo la sfida per la vittoria ed evitando il dominio di un unico pilota.

Italiani dietro – Per adesso vi è molto equilibrio prestazionale tra i primi tre e sia la qualifica che la gara si preannuncia combattute. Leggermente staccato invece Andrea Dovizioso, cinque decimi più lento rispetto al miglior tempo ma comunque in grado di contenere l’americano Ben Spies, quinto e mai veramente incisivo nonostante si corra praticamente a casa sua. Sesto tempo per Simoncelli, alle prese questa volta con problemi di distribuzioni pesi e feeling sulla sua RC212V. Un inizio inaspettatamente in salita per l’italiano ma ancora perfettamente in grado di recuperare il terreno perduto, considerando che il miglior giro è arrivato proprio negli ultimi minuti delle libere. Ritroviamo dentro la top ten Randy De Puniet, in grado di precedere non solo l’altro idolo americano Colin Edwards ma entrambi i piloti ufficiali Ducati.

Scelta la Gp11.1 – Hayden e Rossi chiudono in decisa ed undicesima piazza, lontani più di un secondo dalle posizioni di testa ma già decisi ad utilizzare la versione Gp11.1 della Desmosedici. Il test di comparazione con la “vecchia” Gp11 ha fugato ogni dubbio confermando l’assoluta uguaglianza tra i due prototipi così, sotto consiglio del rientrante Jeremy Burgess, si è preferita la versione mille con motore ottocento, alla ricerca di solide basi per il prossimo futuro. Valentino però ha ammesso che attualmente la moto italiana ha dei problemi irrisolvibili perché: “Sono insiti nel carattere della moto. Altri invece potremmo riuscire a metterli a posto” Occorrerà altro tempo e pazienza, ma tutti gli uomini in rosso non vogliono (per ora) gettare la spugna. Sperando che la notte californiana porti consiglio.

Riccardo Cangini