Amy Winehouse: l’ultima del Club 27

Club 27 – Il Club 27 è un macabro gruppo ideale del quale fanno parte tutti quegli artisti, per lo più musicisti o cantanti, che sono tragicamente morti all’età di ventisette anni. Amy Winehouse è solo l’ultima di una serie di fortunati talenti stroncati da una vita dissoluta, la quale è stata spesso sintomo di un’incolmabile disperazione di fondo. Bravissima, sola, triste, bisognosa d’aiuto: questo era Amy Winehouse, ed ogni discorso circa quella fortuna sfacciata che le sarebbe capitata e sulla quale lei avrebbe sputato, lascia ora il tempo che trova. Sparlare dei morti è sempre e comunque un gesto fuori luogo: chi non riesce a gestire la vita o chi non ha saputo cavalcare le proprie fortune non è necessariamente un ingrato e, comunque, parlare e sputare sentenze è sempre troppo facile.

Membri del Club – E’ curioso come i membri di questo club fittizio spesso abbiano il nome di battesimo o il cognome che inizia con la lettera “J”. I più famosi componenti di tale club sono i tre celebri artisti morti fra il millenovecentosettanta ed il millenovecentosettantuno: Jimi Hendrix, virtuoso della chitarra e cantante; Janis Joplin, morbida cantante ed autrice di canzoni dalla meravigliosa voce blues; Jim Morrison, poeta, cantante e storico leader dei Doors. Fra i più celebri membri del gruppo è possibile annoverare anche Kurt Cobain dei Nirvana e Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones.

Amy Winehouse – Vogliamo continuare ad alimentare il mito? Apparentemente la Winehouse non possederebbe né un nome né un cognome che inizi per “J”, fatto sta che il suo secondo nome è Jade. A quanto pare, per quanto riguarda i “vip” del club, la pecora nera resta Kurt Cobain. Sebbene sia probabile che si tratti solo di coincidenze poco felici, sono molti coloro che si spaventano quando sentono parlare di questo club fittizio. Per quanto sia antropologicamente interessante indagare in ambiti quali il decesso di artisti famosi, bisogna sempre cercare di non esagerare: non è mai carino speculare ed elucubrare troppo sulla morte di qualcuno.

Martina Cesaretti