Amy Winehouse: oggi l’autopsia, sospetta overdose da ecstasy

Sospetta overdose. Sarà l’autopsia, prevista per oggi, a chiarire con certezza le cause del decesso di Amy Winehouse, la cantante trovata morta sabato nella sua casa di Londra. La polizia londinese ha fatto sapere di non poter confermare ancora la notizia rilanciata dalla stampa britannica di una presunta overdose di droga, definendo “inappropriate” le congetture apparse sui giornali.

Alcune testimonianze. Secondo “People”, la cantante sarebbe stata vista venerdì sera acquistare cocaina, eroina, ecstasy e ketamina vicino alla sua casa di Camden, a Nord di Londra. “So della notizia di una presunta overdose di droga – ha detto ieri un portavoce della polizia di Londra, citato oggi dal “Mail on Sunday” – ma vorrei sottolineare che non c’è stata ancora alcuna autopsia ed è inappropriato fare congetture sulla causa della morte”. Parla, invece, di overdose da ecstasy il produttore televisivo Danny Panthaki: ”Il fidanzato di una mia amica è un poliziotto, ed era uno di quelli che hanno trovato Amy Winehouse morta. Si tratta di overdose da ecstasy”, ha detto Panthaki sul sito Nme.com.

Critiche agli agenti della star. A finire nel mirino sono anche i manager della Winehouse, ‘rei’ di aver imposto alla cantante il tour terminato dopo la prima tappa a Belgrado. Dure critiche sono giunte ieri dal copresidente della Island Records, Darcus Beese: “Era completamente impreparata per il tour”, ha detto Beese, spiegando che gli agenti hanno avuto un comportamento da “pazzi”. Secondo quanto riporta l’agenzia TM News, un responsabile della casa discografica, contattato dal Times, ha spiegato: “Darcus ha detto che il tour era una pazzia e ha confermato di avere avuto discussioni con il management della cantante per le loro dimissioni. Darcus ha detto che il suo problema era la cocaina“. Ma i manager della star provano a difendersi: “Amy voleva davvero fare i suoi show. Era stata una sua decisione”.

R. E.