Incendio Tiburtina: asportazione cavi di rame tra le possibili cause

E’ stato spento dopo circa 15 ore l’incendio divampato nel secondo scalo della stazione Tiburtina a Roma, che ha letteralmente diviso l’Italia in due, lasciando i passeggeri in attesa per ore sotto le pensiline a Milano, Genova, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo. Dopo essere riusciti a domare le fiamme, scatenatesi molto probabilmente a causa di un problema elettrico, i vigili del Fuoco hanno iniziato le operazioni di raffreddamento, che potrebbero durare diverse ore e solo al termine di queste sarà possibile verificare l’entità dei danni causati dal rogo. L’incendio, le cui cause verranno accertate nei prossimi giorni, ha raggiunto la sala operativa dell stazione e una palazzina degli anni ’30 in cui risiedono uffici ed archivi. I vigili del fuoco hanno, comunque, escluso l’origine dolosa del rogo: più verosimile, invece, la manomissione o asportazione «di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento», come ha fatto sapere, in una nota, la Rete Ferroviaria Italiana.

Polemica sulla sicurezza dei cantieri – L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, dopo aver effettuato un sopralluogo alla stazione Tiburtina, si è limitato ad annunciare di aver istituito una commissione d’inchiesta per verificare l’accaduto ed eventuali responsabilità. Tuttavia, è già polemica sulle condizioni di scurezza dei cantieri: i primi a denunciarne il malfunzionamento sono stati proprio i ferrovieri della rivista ‘Ancora in marcia’, che hanno reputato le misure antincendio a Tiburtina «insufficienti». Le stesse Ferrovie dello Stato hanno ammesso, in un comunicato diffuso ieri in mattinata, che dai sistemi non era stato rilevato alcun preavviso di quanto stava per accadere.

Furto di rame tra le possibili cause – «Sul caso specifico di Tiburtina lasciamo lavorare la commissione, io non mi pronuncio. In generale è assolutamente credibile che l’asportazione di rame possa avere questi effetti. Lo dice l’esperienza», così, questa mattina, il direttore protezione aziendale delle Ferrovie Franco Fiumara ha commentato il terribile disastro avvenuto alla stazione Tiburtina. «Sempre ieri ad Albinia, sulla linea fra Livorno e Montalto di Castro, abbiamo avuto un episodio simile – ha aggiunto Fiumara – per fortuna con conseguenze molto meno gravi: asportazione di rame dai binari, ritorno di corrente, a fuoco dodici interruttori di una cabina elettrica, disagi e ritardi. Ecco, oltre ai danni materiali bisogna sempre pensare a quali sono gli effetti anche su ritardi e disagi dei passeggeri». «Siamo il bancomat del rame», ha concluso Fiumara, nell’intervista rilasciata a “Il Messaggero”, sottolineando, però, che questo fenomeno non interessa soltanto Roma o l’Italia, ma tutti i Paesi europei ed aumenta con l’incremento del prezzo del rame sui mercati.

Traffico ferroviario in tilt – Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha mostrato grande preoccupazione per il traffico ferroviario nei prossimi giorni: «Nei prossimi giorni saranno inevitabili restrizioni al traffico ferroviario con riflessi sui normali servizi ai viaggiatori» – ha detto, aggiungendo – «Faccio appello alla pazienza dei cittadini che utilizzeranno il treno nei prossimi giorni, tenuto conto che il rogo della stazione Tiburtina fa parte degli eventi imponderabili ed imprevedibili». Il sindaco Alemanno, dal canto suo, ha sottolineato che questo brutto incidente provocherà dei problemi per il tutto il prossimo mese; tuttavia ha inviato le Ferrovie dello Stato a non rallentare i lavori per la nuova Tiburtina.

Francesca Theodosiu