Melania, il cellulare venne riacceso poco prima della telefonata anonima

Nonostante l’inchiesta sia passata alla Procura di Teramo, nelle indagini sull’omicidio di Melania Rea, la ventinovenne trovata cadavere il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella, un ruolo fondamentale è svolto dai carabinieri di Ascoli Piceno guidati dal colonnello Alessandro Patrizio.
In questo giallo dai mille colpi di scena, concentrati perlopiù nelle ultime settimane, l’attenzione adesso è posta sul cellulare della vittima. Già dai primi giorni successivi al delitto, un elemento venne considerato particolarmente inquietante: il telefonino di Melania, dopo essere risultato spento per poco meno di quarantotto ore, fu riacceso intorno alle 7 del mattino del 20 aprile, poche ore prima che una chiamata anonima – recentemente diffusa dagli investigatori – informasse i carabinieri della presenza di un corpo nel bosco delle Casermette.

Chi fu a riaccenderlo? – Rispondere a questa domanda potrebbe contribuire a rendere più chiaro il quadro circa ciò che accadde a Ripe tra il 18, giorno in cui fu denunciata la scomparsa della donna, e il 20 aprile.
Chi potrebbe aver avuto interesse a ritornare sulla scena del delitto per compiere un’azione così potenzialmente rischiosa? Gli inquirenti, di certo, cercheranno di capire se Salvatore Parolisi si recò a Ripe: il caporalmaggiore del Reggimento Piceno, istruttore di reclute femminile, da quasi due settimane è in carcere perché ritenuto il responsabile dell’omicidio. L’indagato, tuttavia, ha sempre dichiarato non solo di essere innocente ma di non aver avuto nulla a che fare con la località teramana, non in quel 18 aprile: per Parolisi, Melania scomparve da Colle San Marco (Ap) dove i due si trovavano per una breve scampagnata.

Telefonata anonima – Continuano le ricerche del telefonista che avvertì le forze dell’ordine della presenza di un corpo a Ripe. A tal proposito, lascia un po’ perplessi la mancanza di collaborazione con gli inquirenti: dopo la diffusione dell’audio della telefonata, ci si sarebbe aspettato un aiuto da parte dell’interessato o da qualcuno che potrebbe aver riconosciuto il timbro della voce. Chi accese il cellulare di Melania, comunque, fece un’azione rischiosa: il 20 aprile, evidentemente, non era così improbabile che qualcuno potesse passare da quelle parti.

S. O.