Fmi: un default degli Usa sarebbe un evento molto serio. Convince la manovra italiana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:21

Un default o un peggioramento del rating degli Usa sarebbe un “evento molto, molto serio”. È il giudizio del direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, sulle difficoltà in casa statunitense nell’affrontare il debito sovrano. Meno diplomatico il Los Angeles Times, che parla di prospettiva “spaventosa”. L’ex ministro francese ha, infatti, chiesto agli Stati Uniti di alzare rapidamente il tetto del debito per evitare il default e scongiurare i drammatici effetti che una simile evenienza avrebbe sull’economia globale. Intanto i repubblicani rinviano alla Camera il voto previsto per oggi sul piano per aumentare il limite del debito pubblico entro la scadenza del 2 agosto, dimostrando ancora una volta come sia ancora lontano un accordo bipartisan per affrontare la crisi interna.
La Lagarde, inoltre, ha espresso giudizi lusinghieri sulla manovra italiana, considerata adeguata ad evitare l’effetto contagio della crisi greca.

Uno stallo made in Usa. Se il neodirettore dell’Fmi, Christine Lagarde, reputa il default o un peggioramento del rating Usa un “evento molto, molto serio”, con il Los Angeles Times che parla di prospettiva “spaventosa”, per i repubblicani è l’ora rilanciare la posta in gioco per dare il proprio appoggio all’esecutivo guidato da Obama così da forzare l’uscita dalla crisi.
Il piano elaborato dal presidente della Camera John Bohner, che prevede oltre mille miliardi di dollari in tagli alla spesa subito in cambio del via libera parlamentare allo sforamento del tetto del debito, pari a 14 mila miliardi di dollari, è stato, infatti, rinviato alla Camera.
Per l’ala destra del partito repubblicano, quella più vicina ai Tea Party, la manovra è insufficiente, perché occorre innanzitutto annientare le riforme ‘rivoluzionarie’ introdotte da Obama, in primis quelle della sanità, e ridurre ai minimi termini la partecipazione delle istituzioni nell’economia. La stessa Casa Bianca, inoltre, minaccia di porre il veto perché considera il piano una parziale toppa al buco del deficit, che obbligherebbe, ancora,  il prossimo anno, quello delle elezioni presidenziali, Congresso e Amministrazione a nuovi estenuanti scontri sui tagli alla spesa pubblica.
Di conseguenza, si lavora già ad un piano di riserva, improntato su un immediato compromesso parziale con i repubblicani per rassicurare i mercati e dare ossigeno al dollaro.

M.N.

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