Ministeri al Nord: Berlusconi porta la questione in CdM

Ministeri al Nord, domani Berlusconi in CdM. Potrebbe arrivare domani o comunque nei prossimi giorni la risposta di Silvio Berlusconi al Presidente della Repubblica, che in una lettera aveva espresso preoccupazione in riferimento alla vicenda dello spostamento di alcuni Ministeri al Nord. Lo si è appreso da fonti interne al Parlamento. Oggi Il premier avrebbe toccato la questione solamente di striscio, facendo però intendere che domani, durante il Consiglio dei Ministri, la vicenda potrebbe essere discussa, anche allo scopo di fornire una risposta al Capo dello Stato. Malumori anche nella maggioranza. Proprio da Roma infatti arrivano i richiami più forti. Il Sindaco Alemanno, riprendendo la lettera di Napolitano, ha espressamente chiesto una conferma dal centro-destra (ed in particolare dal suo leader), sul “sostegno a Roma Capitale”. Analoga la posizione di Renata Polverini, che auspice il fatto che “anche la Lega ne prenda definitivamente atto”.

Il plauso di Di Pietro a Napolitano. Soddisfatto dei contenuti della missiva del Capo dello Stato anche Antonio Di Pietro. Il leader dell’idv ha interpretato la posizione di Napolitano come “un richiamo giusto e corretto a non sprecare soldi, ma soprattutto a mantenere l’unitarietà della nazione”. L’ex magistrato poi parla della Lega e ci va giù pesante, definendo il comportamento del Carroccio “inutile, scorretto e inopportuno” e ancora “una vendita di fumo alla Wanna Marchi”. Così facendo, incalza Di Pietro, “illude i suoi elettori, facendo credere che ci siano dei ministeri al Nord, mentre invece ci sono soltato un po’ di scrivanie”.

Lo stupore della Lega. In tutta la vicenda la più sorpresa di tutte sembra essere proprio la Lega Nord, che parla per bocca del suo segretario milanese, Matteo Salvini: “il trasferimento al Nord degli uffici di rappresentanza dei ministeri, oltretutto a costo zero – spiega ad un intervista rilasciata a Repubblica – e’ un simbolo e non il punto di arrivo della Lega”. La sede è la storica Villa Reale di Monza. Salvini prosegue spiegando che il provvedimento fa parte di un “percorso che come approdo finale ha il federalismo”. Poi la provocazione: “Se Napolitano e’ preoccupato perche’ apriamo tre uffici a Monza  allora quando l’Italia diventera’ una repubblica federale cosa fara”?.

A.S.