Prato: fidanzati uccisi con arma da fuoco, sequestrati fucili del padre

Omicidio-suicidio, lotta mortale o duplice delitto: tre le ipotesi avanzate sul giallo della coppia di fidanzati trovati morti ieri mattina nella loro abitazione di via Ariosto, a Prato: Sara Baldi, pratese di 23 anni che studiava alla scuola per infermieri, ed il convivente, un marocchino di 28, Imad Merouane, imbianchino, vivevano insieme da tempo in un appartamento della famiglia di lei. Ieri mattina il padre di Sara, che abita al piano sotto a quello della ragazza, ha scoperto i corpi distesi nel letto, privi di vita. In un primo momento i carabinieri avevano pensato ad un’ipotesi di omicidio-suicidio, scartata fin da subito poiché il numero delle coltellate inferte era tale che risultava improbabile che l’uno avesse potuto colpire l’altra e poi suicidarsi; inoltre le macchie di sangue nelle stanze della casa avevano avvalorato l’ipotesi di una lotta epilogata nel sangue.

L’analisi del medico legale – Ad un primo esame il medico legale aveva ritenuto che Sara Baldi fosse morta a causa di una ferita da taglio vicina al cuore, mentre Imad Merouane era stato accoltellato in varie parti del corpo, ma aveva anche lesioni al volto: le ferite erano state inferte con una forza tale da far escludere che fossero state fatte da una donna. Oggi, invece, la svolta: non solo coltellate, ma i proiettili di un’arma da fuoco avrebbero ucciso i due giovani. Sulla parte laterale del cranio di Imad Merouane c’è, infatti, una ferita da arma da fuoco, compatibile con un fucile a pallini: stessa sorte anche per Sara Baldi, la cui ferita vicino al cuore, che inizialmente era stata ritenuta da arma da taglio, oggi, secondo il medico legale Alberto Albertacci sarebbe stata procurata con un arma da fuoco. Dagli esami dell’anatomopatologo, inoltre, è risultato anche che la coppia sarebbe morta intorno all’una di notte e che Sara sarebbe spirata prima del fidanzato.

Cambia lo scenario – Alla luce di queste ultime analisi, dunque, cambia anche l’ipotesi del reato: non si sarebbe trattato né di un omicidio-suicidio, tantomeno di un litigio furibondo degenerato: i due ragazzi sarebbero stati uccisi, molto più probabilmente, da un killer esterno, anche se, al momento, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. Nell’appartamento dei due giovani non erano presenti segni di scasso e non ci sono testimoni tra i vicini di casa che dicano di aver avvertito rumori o movimenti strani. Nessun’arma da fuoco è stata trovata nell’abitazione dei due fidanzati: tuttavia sono stati sequestrati due fucili appartenenti al padre della ragazza. Ulteriori chiarimenti potrebbero venire dalle analisi che saranno effettuate dai Ris sul luogo del duplice omicidio, dalle quali potrebbero emergere tracce biologiche importanti ai fini delle indagini.

Francesca Theodosiu