MotoGP, le Bridgestone portano Ducati ad un telaio tradizionale

MotoGP, tutto cambia – Il tempo passa, molto in fretta per giunta. Bastano pochi anni perché la situazioni muti completamente, lasciando a noi solo sfocati ricordi e semplici sensazioni. Succede così nella vita, si ripete perfettamente anche in qualsiasi sport motoristico, con profonde differenze addirittura da un anno all’altro. I continui cambi di regolamento certamente influiscono, così come l’incredibile evoluzione tecnica e prestazionale. Prendiamo ad esempio il motomondiale, il 2007 e la trionfante cavalcata di Stoner e la Ducati verso il loro primo titolo nella classe regina. Oggi invece il distacco dai primi è abissale nonostante sopra vi sia un nove volte campione del mondo. Tutto è cambiato infatti sin nei più piccoli particolari, e se si vorrà uscire da questa crisi occorrerà faro lo stesso, ripartendo quasi da zero.

Fattore monogomma – Quattro anni fa uno dei punti di forza della Desmosedici era proprio il feeling sull’anteriore, fattore che Valentino (e non solo lui) dice di non avere minimamente, scatenando una reazione a catena che si traduce in tempi altissimi e posizioni da medio-bassa classifica. Come si è arrivati a questo? Evoluzione del progetto ok, ma anche un regime di monogomma che ha cambiato e di molto i valori in campo. Un tempo infatti era il gommista che si doveva adattare alle richieste dei vari team e piloti, mentre oggi è l’esatto opposto. Se si vuole andare forte bisogna avere un mezzo in grado di sfruttare al massimo le Bridgestone, sviluppando telai e forcelloni dedicati. Nell’ultimo anno la Honda ha sfornato soluzioni a non finire, sino a raggiungere il perfetto equilibrio che oggi trionfa in pista. La Yamaha addirittura è dovuta tornare alle soluzione del 2010 per ritrovare sorrisi e prestazioni. E la Ducati si trova davanti ad un fondamentale bivio.

Opzione telaio – Continuare con la propria filosofia costruttiva, alla ricerca di nuove vie di sviluppo lontani dai giapponesi, oppure puntare ad un telaio tradizionale, una struttura perimetrale in alluminio in grado di sposarsi perfettamente con queste gomme incredibilmente dure e prestazionali. Rossi non lo dice chiaramente, ma per il suo stile di guida la seconda opzione pare essere la più azzeccata. Filippo Preziosi questo lo sa bene e, come più volte sottolineato da lui stesso, tutte le opzioni sono sotto esame perché in MotoGP si corre per vincere, non per fare mero numero. Per ora comunque nulla trapela a riguardo. I tecnici in rosso stanno lavorando a ritmi serrati e da Brno è in arrivo una nuova elettronica per la Gp11.1. In attesa di interventi radicali oramai obbligati se non si vuole assistere ad un triste e doloroso finale. Per adesso siamo solo al primo tempo di questa decisiva partita, ma i risultati devono arrivare. Mentre il tempo passa, molto in fretta per giunta.

Riccardo Cangini