Rinvenuto a Colle Oppio grande mosaico parietale

Un grande mosaico parietale, databile nella seconda metà del I secolo, è stato rinvenuto a Roma, sul Colle Oppio, proprio di fronte al Colosseo. L’opera, che si estende per quasi 16 metri lungo una parete e presenta raffigurazioni di Apollo e delle Muse, è emerso durante gli scavi archeologici condotti dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, diretta da Umberto Broccoli. «Una scoperta archeologica inedita ed eccezionale – ha spiegato il sovrintendente Broccoli durante la presentazione alla stampa – datata perché è collocata sotto le terme di Traiano del 100 dopo Cristo e sopra la Domus Aurea, che è del 60 dopo Cristo. C’è ancora molto da lavorare in profondità ma i ritrovamenti sono in perfette condizioni di conservazione».

Diverse le figure presenti – Il mosaico è stato rinvenuto nella galleria sotterranea sud occidentale, costruita per sorreggere le soprastanti Terme di Traiano, e fa parte di un Musaeum, il luogo deputato nell’antichità alle Muse e dove i ricchi si riunivano per ascoltare musica e parlare di arte. Lo scavo, che finora ha raggiunto una profondità media di due metri, ha portato alla luce solo la parte superiore di altre nuove figure, fra le quali due maschili, di cui una vestita alla greca ma senza barba e un’altra femminile, probabilmente una Musa. Almeno in due punti è, tuttavia, possibile vedere la prosecuzione in basso della superficie decorata, estesa probabilmente fino a 10 metri dal punto attuale, al livello corrispondente a quello del ninfeo che vi si affacciava.

Sostegno delle istituzioni – «Questo ritrovamento – ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – ci deve far riflettere sull’immenso patrimonio di storia e arte che dobbiamo non solo difendere, ma rendere sempre più fruibile al grande pubblico. Ringrazio il personale della Sovraintendenza Capitolina per il brillante lavoro di indagine archeologica che ha permesso di riportare alla luce questi tesori della Roma Antica. Ora dobbiamo fare un ulteriore sforzo – ha rimarcato Alemanno- per trovare le adeguate risorse finanziarie per proseguire nei lavori e aprire il cantiere al pubblico. Auspico, in questo senso, il concorso di tutte le autorità competenti per reperire le risorse necessarie». «E’ una scoperta straordinaria perché ha un valore simbolico che si affianca a quello storico – ha sottolineato l’assessore Gasperini -. Le scoperte che sono state realizzate ci fanno pensare che scendendo ci sia molto di più di quello che abbiamo trovato. Per proseguire nella nostra opere ci vogliono 680 mila euro i tutto e 200mila euro subito da mettere in campo a breve».

Valentina De Simone