Lavoro, Cisl: “Bene cig a luglio, ma la fine della crisi è lontana”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:05

E’ “positiva la lieve flessione della cig di luglio”, ciononostante l’uscita dalla crisi resta, comunque, “ancora lontana”, anche a causa delle “incertezze sul fronte della crescita e dei mercati finanziari”. E’, questo, il pensiero del segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, che ha così commentato i dati diffusi dall’Inps. L’istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha, infatti, fatto sapere che le domande autorizzate sono calate del 2,1% rispetto al mese precedente (80,7 milioni di ore contro 82,4 milioni a giugno) e del 28,8% rispetto al mese di luglio del 2010, quando le imprese italiane chiesero 113,4 milioni di ore. Il dato relativo al mese scorso è inferiore anche a quello del luglio 2009, quando vennero autorizzate 88,5 milioni di ore di cig (-8,8%).

Non abbassare la guardia – Secondo il sindacalista, inoltre, “un dato mensile superiore agli 80 milioni di ore non è da sottovalutare”. In particolar modo, a preoccupare è la crescita rispetto a giugno della cig ordinaria che segnala un allargamento del perimetro di aziende coinvolte dalle difficoltà”. E’ necessario, dunque, mantenere alta la guardia. Altresì, conclude Santini, “va compiuto ora un vero e proprio investimento economico e sociale nelle politiche attive del lavoro, per ricollocare e riqualificare disoccupati e cassintegrati, incentivando con le risorse disponibili le aziende che assumono e reimpiegano lavoratori dalle aree di crisi”.

Segnali positivi ma… – Gli fa eco una nota del Segretario Confederale della Uil, Guglielmo Loy. “La rilevazione sulle ore di cig autorizzate a luglio – spiega – fotografa un Paese che tiene ma che non da segnali di sviluppo convivendo con la bassa crescita”. Loy non nega il fatto che il calo, per il secondo mese consecutivo, delle richieste di ore non può che essere un segnale positivo e far ben sperare. “Soprattutto – sottolinea – il diminuire della cassa integrazione straordinaria e in deroga, che denota una potenziale uscita di una parte delle aziende da crisi più strutturali e di piccole e piccolissime imprese che potrebbero avere ripreso a camminare con le loro forze”. Lo stesso sindacalista, però, ricorda anche che “l’aumento delle ore di ordinaria mostra come nuove aziende siano in difficoltà”. Infine, conclude,  “le ore complessivamente autorizzate nei sette mesi di quest’anno continuano, comunque, ad essere molto elevate, ben superiori ai livelli del 2009”.

Mauro Sedda

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