Siria: bombe sul Ramadan, 24 morti

Siria: bombe durante il Ramadan. A riferirlo sono stati due testimoni  , abitanti del posto, che per prudenza hanno voluto rimanere anonimi. L’esercito siriano fedele al governo ha ripreso i bombardamenti ad Hama, stavolta prendendo di mira i quartieri residenzaiali della città, in rivolta contro il potere costituito. L’attacco, iniziato nella  serata di ieri, segue quello del giorno prima,  durante il quale morirono circa 100 persone. Secondo i residenti, l’esercito ha iniziato a sparare in modo “indiscriminato”, ogni dieci secondi.  Rami Abdel Rahman, capo dell’osservatorio per i Diritti dell’uomo in Siria ha confermato la morte di almeno 24 persone, 10 delle quali appena dopo la fine della preghiera del Ramadan, che avviene tutte le sere.

Morte durante il digiuno. Ieri era il primo giorno di digiuno per i fedeli islamici e le forze di sicurezza di Damasco avrebbero attaccato in modo mirato, quando il suddetto digiuno stava per essere interrotto. Uno dei motivi del bombardamento dei quartieri abitati di Hama, potrebbe avere le sue radici proprio nella pratica religiosa. In una città che è già dichiaratamente ribelle, l’unione di persone generata dalla preghiera collettiva potrebbe, secondo le autorità di Damasco, non fare altro che rendere ancora più solida la protesta. Dopo i 100 morti di due giorni fa, l’Ucraina ieri ha deciso di ritirare il suo ambasciatore. La rivolta del popolo contro il dittatore Bashar al Assad, ha richiamato anche l’attenzione dell’ONU, che però non ha ancora deciso se e come muoversi.

A.S.