Burqa: Primo divieto. In Aula il voto a settembre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:41

Roma – Il provvedimento riceve il via libera in commissione, la maggioranza ne chiederà la calendarizzazione a Montecitorio alla ripresa dei lavori. Soddisfatta la promotrice e relatrice Souad Sbai: “Scelta storica“. Critica l’opposizione.

Il primo divieto – Il primo sì alla Camera al divieto di indossare in luoghi pubblici burqa, niqab o altri caschi e indumenti etnici che rendano non identificabile il volto della persona arriva proprio in questi giorni.
Il testo è stato approvato ieri in Commissione Affari Costituzionali con il voto favorevole di Pdl, Lega e Popolo e Territorio, gli ex Responsabili. Hanno votato contro il Pd. Astenuti Fli, Idv e Udc.

In aula a settembre – Il governo intanto ha annunciato che chiederà la calendarizzazione del provvedimento in aula a Montecitorio a settembre. Nella nuova legge sono previste multe  per chi non rispetta il divieto e la reclusione fino a un anno, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie, fino a 30 mila euro, per chi obbliga altri a indossare il burqa o comuqnue a girare per le strade con il volto coperto.

Il Pdl: “Scelta storica” – Soddisfatta la deputata pdl di origini marocchine Souad Sbai che parla di “scelta parlamentare storica. Abbiamo dato oggi una sferzata decisiva ad un provvedimento di libertà e civiltà. Non ci fermiamo sulla via della liberazione delle donne segregate e senza diritti. In Francia, Belgio e nel musulmano Azerbaijan questa legge è realtà. Invece qui qualcuno aveva pensato di intimorirci con lettere ambigue o con dichiarazioni falsamente libertarie: noi  andiamo avanti e quando il provvedimento sarà al vaglio dell’aula, la nostra spinta propulsiva sarà ancor più forte“.

Carfagna: “Velo mai libera scelta”- Dello stesso parere il ministro Mara Carfagna: “Il velo integrale non è mai una libera scelta delle donne, ma un segno di oppressione culturale o fisica: vietarlo nei luoghi pubblici vuol dire restituire la libertà alle donne immigrate, aiutarle ad uscire dai ghetti culturali nei quali tentano di rinchiuderle e, quindi, lavorare per la loro integrazione“.

Le reazioni. Critica intanto l’opposizione.  “La destra vuole lavarsi la coscienza facendo passare per diritti delle donne una forma neanche tanto sottile di intolleranza. Proprio nel momento in cui al senato la destra vuole far passare una legge disumana sui rimpatri e sui Cie, che viola i diritti fondamentali dell’uomo, dall’altra parte si presenta come strumento di liberazione delle donne islamiche un irragionevole divieto, che finirebbe per segregarle ancora di più in casa“.

Matteo Oliviero