Norvegia, orso polare uccide 17enne: abbattuto

Orso killer – Un giovane ragazzo di 17 anni è stato ucciso ieri dall’attacco mortale di un orso polare alle isole Svalbard, in Norvegia. Altre quattro persone, due adulti e due ragazzi, sono rimaste ferite. La spedizione glaciale era stata organizzata dalla Società delle scuole di esplorazione britanniche (Bses). L’enorme mammifero sarebbe emerso all’improvviso, cogliendo alla sprovvista il gruppo di campeggiatori che si era stabilito con le adatte attrezzature su un ghiacciaio limitrofo. Avventatosi brutalmente su un ragazzo, secondo alcuni testimoni l’orso lo avrebbe sbranato vivo. Gli altri componenti del gruppo sarebbero riusciti a mettersi in salvo, alcuni riportando però gravi ferite.

Eroe nazionale – Un testimone ha raccontato che “l’orso sarebbe entrato in una tenda e avrebbe afferrato il ragazzo, uccidendolo all’istante”. Successivamente si sarebbe scagliato su un altro adolescente, azzannandone la testa e un braccio. Quest’ultimo sarebbe tuttavia riuscito a liberarsi dalla presa del mammifero colpendolo ripetutamente sul naso. Illesi gli altri occupanti della tenda. L’animale sarebbe poi stato abbattuto da uno dei capi della spedizione, Michael Reid di 29 anni. L’ambasciata britannica in seguito all’incidente ha contattato le famiglie delle persone coinvolte. Toccante, in particolare, la chiamata alla famiglia Reid, nella quale i diplomatici hanno eletto formalmente Michael come “eroe nazionale” per aver salvato con il suo coraggio la vita di molti ragazzi.

Rischio eccessivo – Nonostante il racconto dei testimoni, non sono ancora del tutto chiare le dinamiche della vicenda. L’escursione era stata infatti organizzata da una società esperta come la Bses, attiva sul campo da oltre 75 anni, che conosceva rischi e pericoli delle isole Svalbard. Prima di stabilire una zona di campeggiamento, è di norma necessario mettere in sicurezza l’area e accertarsi che nelle vicinanze non ci sia la tana di alcun animale pericoloso. È inoltre obbligatorio dotarsi di fucili ad alta potenza per visitare l’area. Le autorità norvegesi hanno avviato un’indagine per appurare se siano state rispettate le procedure di sicurezza e per tentare di comprendere i reali sviluppi dell’incidente. È infatti indispensabile accertare se l’orso abbia attaccato indiscriminatamente i campeggiatori perché accecato dalla fame oppure perché provocato da gesti, rumori o movimenti inconsueti che hanno acceso la sua aggressività.

Emanuele Ballacci