Bomba al Colosseo, ma era falsa

Bomba falsa al Colosseo. Lo ha trovato un volontario della Protezione civile, secondo quanto lui stesso ha raccontato a Repubblica. Antonio Mastromarino si accorge che una latta color argento è sistemata sulla prima arcata del monumento, vicino all’arco di Costantino. Dal barattolo escono due fili elettrici e allora scatta l’allarme. I turisti, circa un migliaio vengono fatti evacuare, vengono allertate la autorità, la zona transennata. Poi l’intervento degli artificieri, che fanno brillare il presunto ordigno.  In realtà, fortunatamente, non era niente più che un latta di acquaragia, ma i fili che spuntavano e la posizione avevano fatto pensare ad un attentato.

Alemanno, potenziare la sorveglianza. La protezione civile ha saputo tenere in mano la situazione, il pericolo in realtà non c’era, ma nessuno poteva saperlo. Il sindaco Gianni Alemanno, venuto a conoscenza del falso allarme, ha sostenuto la necessità di potenziare la sorveglianza, durante i lavori di restauro attualmente in corso. L’idea è quella di dotare il Colosseo di telecamere e metal detector. Il Primo cittadino comunque non ha dubbi. Quella barattolo, in quel modo, non poteva essere lì per caso. Ce l’ha messo qualcuno volontariamente. “uno scherzo di cattivo gusto” spiega, o forse “l’azione di un pazzo”. Difficile capirlo, ma sicuramente “bisogna fare in modo che nessuno possa portare all’interno del Colosseo ordigni di questo genere”.

Atto volontario. Il finto ordigno pare appositamente costruito per l’occasione. Una batteria di 9 volt, un barattolo di acquaragia pieno a metà e due  fili che escono. Ce n’è abbastanza per pensare ad una bomba, soprattutto dopo la recente quanto tragica esplosione di Oslo. L’obiettivo, l’anfiteatro Flavio, era poi tra quelli che contribuiscono all’orgoglio storico-culturale del Belpaese, sicuramente il monumento più importante della Capitale.