Bersani: Sulla crisi vogliamo la verità

L’Italia “commissariata” da Francoforte impensierisce Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd ha ieri invocato chiarezza sulla situazione economica italiana, chiedendo all’esecutivo di rendere note le “istruzioni” dettate dalla Bce. “Vogliamo la verità”, ha scandito Bersani, al cui appello si è unita anche la leader della Cgil, Susanna Camusso. Più radicale la richiesta di Antonio Di Pietro, che è tornato a chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, considerate irrinunciabili per risalire la china. “Integrazione e cooperazione” sono, invece, le parole a cui Giorgio Napolitano ha fatto ricorso per invitare tutti gli schieramenti politici a concertare una strategia comune e risolutiva.

Bersani e la verità sulla crisi – “Vogliamo la verità. È incredibile e inaccettabile che l’opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali la Comunità europea e internazionale ci sta sottoponendo”. Il tono del leader dei democratici, Pier Luigi Bersani, è apparso allarmato: per l’ex ministro dello Sviluppo economico la decisione del governo di non rendere note le richieste avanzate al nostro Paese dai partner europei e dalla Bce rappresenta un motivo di grande nervosismo e apprensione. “Al di là di indiscrezioni – ha continuato ieri Bersani – nessuna comunicazione formale è stata data né a noi né all’opinione pubblica”.

Il governo commissariato – E ancora: “Cosa davvero e precisamente ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali? – ha rimarcato il segretario dei democratici – Un governo impotente, totalmente screditato e ormai commissariato dica almeno qual è la situazione reale”. Una richiesta sostanzialmente condivisa da Susanna Camusso, numero uno della Cgil: “Il nostro appare un Paese commissariato e privo di autonomia – ha confermato la sindacalista – Si renda nota senza omissioni la comunicazione o la lettera della Bce”.

Di Pietro richiede le dimissioni del Cavaliere – A incrementare la tensione ci ha pensato anche Antonio Di Pietro: “L’Italia in questo momento – ha osservato l’ex togato – è sotto tutela dell’Unione Europea e un Paese sotto tutela non è libero e democratico e, soprattutto, non è in grado di dare credibilità alle istituzioni. Dobbiamo liberarci innanzitutto dei lacci e lacciuoli del governo Berlusconi e l’unica strada – ha ribadito il leader dell’Idv – è rappresentata dalle dimissioni del presidente del Consiglio”.

E nella confusione generale, con le alte temperature estive “sclerotizzate” dalle tensioni politiche e finanziarie, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a firmare l’ennesimo appello all’unità, invitando tutti gli schieramenti politici a volgere lo sguardo al di là della stringente contingenza: “Il futuro dell’umanità – ha ricordato il capo dello Stato – sta non nel conflitto e nella divisione ma nella cooperazione e nella integrazione per la crescita sociale e il benessere economico di tutti i popoli”.

Maria Saporito