Calcioscommesse, ecco i verdetti: l’Atalanta partirà da -6. Radiati Signori e Paoloni

Calcioscommesse. Sono arrivati ieri i primi verdetti per lo scandalo del calcioscommesse, partito all’inizio di giugno con l’inchiesta della Procura di Cremona denominata Last Bet. I giudizi di primo grado sono stati pronunciati dalla Commissione disciplinare della Figc, che c’è andata giù in maniera pesante con le squadre ed i tesserati coinvolti nel nuovo scandalo, che ha infangato ancora una volta il calcio italiano. Il collegio giudicante ha deciso di infliggere una penalizzazione di 6 punti ad Atalanta ed Ascoli, che i due club dovranno scontare nei prossimi Campionati di A e B. Cristiano Doni è stato squalificato per 42 mesi, mentre Giuseppe Signori e Marco Paoloni sono stati radiati.

Alessandria in Lega Pro 2 – La Commissione disciplinare della Figc ha dunque accolto quasi tutte le richieste fatte da Palazzi. Nelle 55 pagine di motivazioni rese pubbliche dal collegio giudicante, si può notare come la Commissione abbia evidenziato i “comportamenti di intrinseca gravità, che svuotano di significato l’essenza stessa della competizione sportiva“, sottolineando anche “il clima omertoso che troppo spesso permea i rapporti tra i tesserati, e con il sottobosco di vari pseudo appassionati“. I giudici sono stati severi anche con gli altri club e tesserati coinvolti: Sommese, Bellavista e Gervasoni sono stati radiati; Benevento e Cremonese sono state pesantemente penalizzate; l’Alessandria è stata retrocessa in Lega Pro 2.

Legali Signori ed Atalanta pronti al ricorso – La lettura delle sentenze ha lasciato con l’amaro in bocca tutte le figure coinvolte nello scandalo. I legali di Signori e dell’Atalanta hanno però annunciato di essere pronti per il ricorso. Gli avvocati dell’ex-giocatore della Lazio hanno bollato le motivazioni del collegio giudicante come “inconcludenti e immotivate“, visto che “Capi di imputazione così importanti andrebbero motivati ad personam, e non facendo di tutta l’erba un fascio“. La squadra bergamasca invece si è detta “Certa della correttezza del proprio operato e dell’estraneità dei propri tesserati a qualsiasi ipotesi di illecito“. Nei prossimi giorni i suoi legali ricorreranno presso la Corte di Giustizia Federale.

Simone Lo Iacono