Gb: il pugno duro di Cameron

Gb, pugno duro di Cameron. Non molte le parole che sono uscite dalla bocca del Premier inglese David Cameron; poche ma fin troppo chiare: “decideremo qualsiasi azione necessaria per riportare ordine nelle nostre strade”. Nessuna pietà (parole sue) per i vandali ed i saccheggiatori. “Chi ha compiuto crimini violenti – ha spiegato – andrà in galera”. Nelle ultime ore la polizia è stata autorizzata ad utilizzare gli idranti.  In un Londra praticamente militarizzata la quarta notte della rivolta è passata relativamente tranquilla. Nessuno scontro si è infatti verificato nella capitale. Non così si può dire per diverse altre città, soprattutto quelle dela zona Nord-Est. Un commissariato bombardato a Nottingham, tre morti e due attacchi a mezzi di soccorso a Birmingham e poi Liverpool Manchester, Bristol.

Un paese attraversato dall’anarchia. Così oggi titolava il Daily Telegraph, facendo riferimento all’estensione geografica delle rivolte; Ma il drammatico fenomeno è innanzitutto sociale. Lo ammette lo stesso Cameron quando spiega che l’Inghilterra ha “un grosso problema con le baby gang”. Quasi esclusivamente giovanissimi infatti, sono gli incappucciati che devastano negozi ed edifici a caccia di cellulari o vestiti. Certo gli ultimi sviluppi della vicenda di Mark Duggan non aiutano il clima. Ucciso da alcuni agenti di polizia, di lui, padre di quattro figli, si era subito detto che era stato lui il primo a esplodere diversi colpi contro i militari. Una tesi che però sembrerebbe ora vacillare. L’uomo girava armato, ma la scientifica non ha trovato alcun riscontro riguardante eventuali proiettili da lui sparati. Insomma, aveva una pistola, ma forse non l’ha mai usata.

Il pretesto. E’ questa, sostanzialmente la linea governativa, che ben si sposa con il pugno di ferro mostrato da Cameron. La tragica morte di Duggan, avvenuta con una dinamica ancora tutta da accertare, sarebbe stata adottata come una scusa per mettere a ferro e fuoco la città di Londra, inizialmente e poi tutte le altre. Una rivolta che passa dai Blackberry e dai social network. Insomma Duggan non sarebbe un martire, o comunque non sarebbe visto come tale da chi perpetra la violenza per le strade, ma semplicemente, un ottimo pretesto.

A.S.