David Yates potrebbe essere il regista del film tratto da L’ombra dello scorpione di Stephen King

Mentre nei cinema il film Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 sta battendo record e conquistando le prime posizioni nei box office di tutto il mondo, il regista David Yates e lo sceneggiatore Steve Kloves potrebbero presto tornare a lavorare insieme per adattare un’altra opera letteraria.

La Warner Bros sta infatti cercando un accordo con Yates e Kloves per realizzare una serie di film tratti dal romanzo L’ombra dello scorpione (The Stand) scritto da Stephen King nel 1978.
Il libro racconta la storia di un disastro globale causato dall’accidentale rilascio di un virus simile all’influenza, il Progetto Azzurro, che decima la popolazione mondiale.
Il romanzo è diviso in tre parti: la prima sezione si intitola Capitan Trips, ambientata in 19 giorni, descrive lo sterminio causato dal virus. La seconda parte racconta le vite delle poche persone sopravvissute: una studentessa incinta, uno studente insicuro innamorato della ragazza, un tecnico, un musicista pop, un ragazzo dai poteri telepatici, un professore di sociologia, un sordomuto, un’insegnante con un segreto, un agricoltore, un uomo buono ma ritardato. Questo variegato gruppo si riunisce sotto la guida di Abagail Freemantle: una centottenne che offre un rifugio e ricrea una società democratica in una cittadina del Colorado. Un secondo gruppo (composto da un ex delinquente, un piromane, una teenager, un ex capo della polizia e un cuoco dell’esercito) viene invece guidato fino a Las Vegas da un demonio conosciuto come Randall Flagg.
La terza sezione si concentra poi sullo scontro finale tra i due gruppi e i preparativi alla lotta per la sopravvivenza.

L’ombra dello scorpione è già stato adattato per la televisione nel 1994 con una miniserie divisa in quattro puntate, scritta dallo stesso Stephen King.
David Yates, durante gli incontri con la stampa per Harry Potter e i doni della morte – Parte 2, ha accennato al possibile progetto che ora sembra stia diventando una realtà.

Beatrice Pagan