Manovra anti-crisi: le novità in tre passaggi

Il decreto anti-crisi, controfirmato dal Presidente della Repubblica, ha ricevuto l’ok da parte dell’Ue.
La Commissione ha ribadito che “ora servono tempi rapidi”, mentre il presidente Napolitano ha ricordato che trattasi di un “momento delicato, servono responsabilità e un confronto aperto”.
Piovono critiche da parte di enti locali, imprese e sindacati, mentre l’opposizione presenta una manovra alternativa alle “inique misure” dell’Esecutivo, capace, a detta del segretario del Pd Pierluigi Bersani, di evitare il solito salasso per i ceti medio-bassi e l’ennesima diatriba tra autonomi e dipendenti.

Le novità in tre passaggi. Il contenuto innovativo della manovra deliberata lo scorso venerdì e illustrata più volte in questo rovente, non per le condizioni climatiche, week end di agosto è strutturabile secondo le seguenti tre macroaree, la cui sequenza è logica conseguenza dell’impatto che gli interventi avranno sui conti pubblici per i prossimi tre anni.

1. Impiego e pensioni.

– Pubblica amministrazione. Maggiore facilità di trasferimento dei dipendenti pubblici secondo le esigenze degli uffici, con gli enti che dovranno accorpare questi ultimi e ridurre la spesa relativa ad essi. Da questo intervento saranno esclusi i settori ‘strategici’, individuati in Forze armate, Ordine pubblico e Sicurezza. Per le amministrazioni inadempienti scatterà il blocco delle assunzioni a partire da aprile 2012.
– Apertura negozi e orari liberi. La possibilità di derogare ai limiti sugli orari di apertura e chiusura e sul periodo di festività degli esercizi commerciali viene estesa al’intero territorio nazionale.
– Feste. Le festività religiose previste dal Concordato restano in auge, mentre per quelle patronali occorrerà la strada della decretazione legislativa.
– Pensioni. Il progressivo innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato viene anticipato dal 2020 al 2015.
Slittano (per ora?) gli interventi sulle pensioni di anzianità e l’aumento della quota Irpef per gli autonomi a partire dall’attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro.

2. Fisco.

Robin Hood Tax per il settore energetico. Previsto un aumento dell’addizionale sull’imposta sul reddito delle società del settore di quattro punti percentuali e “per i tre periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010”.
– Sigarette. Il direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato avrà la facoltà di proporre al ministro dell’Economia di disporre con propri decreti, entro il 31 dicembre 2011, l’aumento dell’aliquota di base dell’imposta di consumo sulle sigarette.
– Giochi. È possibile introdurre nuovi giochi, nuove lotterie, anche istantanee, adottare nuove modalità del gioco del Lotto e variare la percentuale del compenso relativo alle attività di gestione.

3. Costi della politica.

– Province. Vengono tagliate le Province con meno di 300 mila abitanti o con un’estensione inferiore ai 3 mila chilometri quadrati. Quelle interessate dall’intervento sono 29.
– Piccoli Enti. Sono cancellati gli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti, ad eccezione di ordini professionali, federazioni sportive e enti che si occupano della conservazione della memoria. Viene abolito il sistema della tracciabilità dei rifiuti (Sitri).
– Ridimensionamento del Cnel. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), di rilevanza costituzionale, viene ridimensionato nella sua composizione, passando da 120 a 70 componenti.

M.N.