Lo scritto perduto di Butch Cassidy, il bandito invincibile

Lo scritto perduto di Butch Cassidy. Altrimenti detto il “bandito invincibile“. Uno dei più famosi fuorilegge del selvaggio west americano, potrebbe essere vissuto ben oltre il 1908, anno in cui secondo quanto conosciuto fino ad ora, morì in uno scontro a fuoco. Un articolo apparso sul Telegrahph spiega che la comparsa di un manoscritto dal titolo  “il bandito invincibile, la storia di Butch Cassidy“, lo stesso di un libro pubblicato nel 1934,  rivelerebbe che il capo del Mucchio Selvaggio (così si chiamava la sua banda) riuscì a scampare alla sparatoria, vivendo fino a tarda età nello stato di Washington, con un altro nome. Il manoscritto sarebbe inoltre precedente al documento degli anni 30, ma non venne mai pubblicato.

Forse un’autobiografia. Secondo  Larry Pointer, dell’università del Wyoming, ed il collezionista di libri Brent Ashworth quel testo presenta descrizioni di episodi talmente particolareggiate che solo lo stesso Cassidy avrebbe potuto scriverlo. L’autore del libro del 1934, William T. Philips, ha sempre sostenuto di aver conosciuto il bandito invincibile fin da quando era piccolo, dicendo di lui di “non aver mai conosciuto un uomo più gentile di cuore” . Il dubbio però è che proprio quel Philips, morto a Spokane (Washington) nel 1937, fosse in realtà Butch Cassidy, sotto un altro nome, e che la biografia del fuorilegge  da lui scritta sia in realtà una sorta di racconto della sua vita in terza persona.

Cassidy e i giudici. Una relazione complicata, raccontata “fin troppo” nei dettagli dal “bandit invincible” del 1934. Un esempio: nel 1895 Cassidy è in prigione e riceve la visita del giudice Torrey, il quale l’aveva citato in giudizio due anni prima per il furto di otto capi di bestiame. Torrey gli propone di dimenticare il passato e contestualmente spiega a Cassidy che avrebbe provato a farlo graziare dal Governatore. Il bandito si rifiuta però di stringergli la mano. Gli archivi dell’università del Wyoming contengono una lettera del giudice che condannò Cassidy, nella quale si fa esplicito riferimento al rifiuto delle “offerte amichevoli” di un altro giudice da parte del fuorilegge ed al tremendo rancore portato da quest’ultimo verso l’autore della lettera. Secondo Pointer nessun altro a parte lo stesso Cassidy avrebbe potuto descrivere così nei dettagli particolari tanto precisi che, per giunta, ben pochi sarebbero interessati a conoscere.

Dopo la sparatoria. Butch Cassidy e Sundance Kid, forse il più famoso del “Wild Bunch”, assieme al suo leader, furono dati per morti in una sparatoria avvenuta in Bolivia nel 1908. La prima documentazione riguardante Philips risale proprio al 1908, quando si sposò in Michigan con Gertrude Livesay, non più di tre mesi dopo la sparatoria. Da qui le testimonianze si moltiplicano. Pointer racconta ancora che Philips visitò il Wyoming. Una vecchia fidanzata di Cassidy sostenne che era stato lui a passare l’estate del 1934 sulle rive del Wind River a cercare qualche vecchio bottino sepolto. Amici lasciati alle spalle dissero che Philips rivelò loro di essere il leggendario bandito invincibile. Il figlio adottivo dell’autore della più famosa biografia di Cassidy si disse, anche lui, convinto che suo padre fosse proprio il famoso fuorilegge. La moglie però negò sempre che suo marito fosse “il grande Butch”. Secondo il figlio adottivo, intervistato da Pointer, il comportamento della Livesay fu dettato dal fatto di volersi tenere lontana dalle cronache e dalla notorietà.

Angelo Sanna