MotoGP, Dorna compra la Superbike. Inizia la rivoluzione

MotoGP, tempi di crisi – Sono oramai passati tre anni dalla grande crisi economica, ma purtroppo non siamo per nulla giunti al capitolo finale. I mercati sono perennemente in agitazione, gli stati approvano dure misure finanziarie ed i soldi sono sempre di meno. Così anche lo sport motoristico deve fare i conti con questi seri problemi, cercando di sopravvivere ma dimenticando completamente gli sfarzi e sorrisi del recente passato. Bisogna tirare assolutamente la cinghia, si deve rivoluzionare il più possibile l’intero sistema evitando sprechi e limitando le spese. Oltre alla F1, anche il motomondiale sta attraversando una fase di deciso cambiamento, in tempi però talmente rapidi da anticipare il tutto già dal 2012.

SBK cambia proprietario – Secondo Motosprint infatti è oramai prossimo un passaggio di consegne che interessa direttamente la MotoGP e la Superbike. La Bridgepoint, importante società internazionali proprietà della Dorna (l’ente che gestiste il motomondiale) sta raggiungendo l’accordo per l’acquisizione della Infront, analoga struttura proprietaria della Infront Motosport quindi della Superbike. I due più famosi campionati delle due ruote quindi stanno per avere un unico padrone, mossa che sancisce un nuovo equilibrio ed identità. In questo modo sarà la Dorna ad avere il potere decisionale, cercando di sottolineare il più possibile la differenza tra i due campionati. Entrambi dovranno fare un passo indietro, con la SBK per forza costretta a riscoprire le sue vere origini.

Nuovo assetto – Per quanto riguarda invece la massima serie, dall’anno prossimo vi sarà uno schieramento che comprenderà tre diversi livelli di qualità. I primi saranno quelli ufficiali, ovvero le strutture supportate direttamente dalla casa madre (Honda Repsol, Yamaha Factory e Ducati Corse). Dietro si collocheranno i team privati, muniti di moto previo pagamento all’azienda fornitrice (Gresini, LCR, Pramac, Aspar, Cardion, Tech3). Discorso particolare per Suzuki sempre presente con una solo moto ottocento, mentre per il mille bisognerà ancora attendere. Infine debutteranno i discussi CRT (Claiming Rules Team) ovvero telai prototipi spinti da motori derivati di serie, il tutto gestite da squadre medio-piccole intenzionate a debuttare nella classe regina. I costi saranno molto più bassi, a discapito però delle prestazioni in pista visto che il distacco si aggira sue due secondi al giro. Si formerà perciò una situazione simile alla F1, ove i candidati per la vittoria saranno sempre le solite due-tre squadre, mentre gli altri faranno meno numero. Sarà la strada giusta?

Riccardo Cangini