Meeting Cl, ovazione per Napolitano: Basta debolezze su evasione fiscale

Rimini – Napolitano: “Non si dà fiducia minimizzando o sdrammatizzando i nodi“. Poi un invito: “Si impone svolta per la crescita, parlare il  linguaggio della verità“. Bossi: “Bisogna vedere se l’Italia ci sarà ancora“. Berlusconi: “Ho fatto tutto quello che dovevo“.

Il monito del Capo dello Stato – Non usa mezzi termini Napolitano per descrivere la grave crisi che ha colpito il nostro paese. Le sue sono parole dure che non risparmiano il governo, colpevole di aver sottovalutato troppo la crisi.
Da quando l’Italia e il suo debito pubblico sono stati investiti da una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente, nell’ansia del giorno dopo, in un’obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti“.
Così il Capo dello Stato ha aperto il suo discorso al meeting di Comunione e Liberazione aperto ieri a Rimini.
A simili condizionamenti, e al dovere di decisioni immediate non si può naturalmente sfuggire. Ma non troveremo vie d’uscita soddisfacenti e durevoli senza rivolgere la mente al passato e lo sguardo al futuro“.

Contro la crisi, la verità –Dinanzi a fatti così inquietanti, davanti a crisi gravi, bisogna parlare il linguaggio della verità“, ha ricordato Napolitano, sottolinenando che “il linguaggio della verità non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza. Abbiamo noi, in Italia, parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto abbastanza tutti noi che abbiamo responsabilità nelle istituzioni, nella società, nelle famiglie, nei rapporti con le giovani generazioni? Stiamo attenti: dare fiducia non significa alimentare illusioni“. Poi la critica al governo: “Non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realtà, ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio“.

Evasione fiscale –Si tratta di fare i conti con noi stessi finalmente e in modo sistematico e risolutivo. Perché lasciare quell’abnorme fardello del debito pubblico sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle future significherebbe macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale“.
E qui il Capo dello Stato lancia il suo monito: “bisogna compiere le scelte migliori attraverso un confronto davvero aperto e serio, con la massima equità come condizione di accettabilità e realizzabilità. Anche al di là della manovra oggi in discussione, e guardando alla riforma fiscale che si annuncia, occorre un impegno categorico; basta con assuefazioni e debolezze nella lotta a quell’evasione di cui l’Italia ha ancora il triste primato, nonostante apprezzabili ma troppo graduali e parziali risultati. E’ una stortura, dal punto di vista economico, legale e morale, divenuta intollerabile, da colpire senza esitare a ricorrere ad alcuno dei mezzi di accertamento e di intervento possibili“.

Serve una svolta – Serve una svolta“, ricorda Napolitano, “che si impone attraverso il sentiero stretto di un recupero di affidabilità dell’Italia, in primo luogo del suo debito pubblico. Non si tratta di obbedire al ricatto dei mercati finanziari, ma di fare i conti con noi stessi, in modo sistematico e risolutivo.  Il prezzo che si paga per il prevalere nella politica di logiche ed interessi di parte sta diventando insostenibile, nel momento in cui ci apprestiamo a discuterla in Parlamento nuove misure di urgenza, bisogna liberarsi da approcci angusti e strumentali“.

Ovazioni e reazioni –
Il discorso di Napolitano è stato più volte interrotto dagli applausi spontanei della folla accorsa al meeting.
Poi arrivano le parole di Bossi: “Questo è un cambiamento epocale, non è una questione Nord-Sud, bisogna vedere se l’Italia ci sarà ancora“, ha ricordato il leader del partito che praticamente da 20 anni governa questo paese.
Mentre Silvio Berlusconi torna a parlare della crisi: “Io ho fatto quello che dovevo, ora tocca al Parlamento“.