La Cgil sfida il Governo: Sciopero generale contro la manovra il 6 settembre

Sciopero generale contro la manovra. La Cgil replica alla manovra “sbagliata e iniqua” varata dal governo a metà agosto e proclama per il 6 settembre prossimo uno sciopero generale di otto ore articolato su tutto il territorio nazionale. La segreteria della confederazione, allargata ai leader delle categorie, ha dunque deciso di stringere i tempi della protesta, dal momento che il 5 settembre la manovra dovrebbe approdare in Senato e che per la prima metà del mese potrebbe già superare l’esame della Camera.

L’ira di Sacconi. Non si è fatta attendere la dura reazione del Governo, che per bocca del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha definito “contraddittoriA” e “ingiustificabile” la scelta del più grosso sindacato nazionale. “Credo che lo strumento dello sciopero sia legittimo e rispettabile – ha spiegato Sacconi – tuttavia nel contesto in cui viviamo credo che sia straordinariamente contraddittorio con le esigenze di sostenere la produzione, la crescita e l’occupazione”.  Una mobilitazione “ingiustificabile”, ha aggiunto il Ministro, perché, in tempi di crisi, “dovrebbe valere di più la disponibilità a costruire nuova occupazione e investimenti. Il conflitto appartiene al tempo nel quale si produce ricchezza e i lavoratori pensano che sia male distribuita”.

Esulta la Fiom. L’annuncio dello sciopero generale è stato accolto con entusiasmo dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, per il quale la mobilitazione è “una risposta giusta” al decreto varato dal Governo che impone di “agire rapidamente”. La priorità, secondo il leader delle tute blu, è realizzare un “reale cambiamento in Parlamento, anche politico, e una nuova linea politica industriale e sociale”, obiettivi resi raggiungibili dal clima interno alla Cgil “compatto rispetto alle emergenze che sta attraversando l’Italia”.

R. E.