Confindustria: Aumentare l’Iva al 21%

Va bene l’Iva al 21%. Si intervenga su pensioni ed evasione, ma non vogliamo la Robin Hood Tax. È quanto, in sintesi, ha chiesto Confindustria ieri mattina alla Commissione Bilancio del Senato attraverso le parole del suo direttore generale Giampaolo Galli.
la proposta degli industriali dovrebbe rappresentare, in realtà, uno dei pilastri della manovra e, con una seria lotta all’evasione e qualche ritocco alla spesa per le pensioni, “avrebbe effetti molto rilevanti per la finanza pubblica con risparmi a regime superiori ai 15 miliardi di euro”.

La ricetta di Confindustria. La ricetta di Confindustria è stata, dunque, resa nota. Le priorità sono Iva, lotta all’evasione e ritocchi ai criteri pensionistici, tutto finalizzato a “ristabilire la fiducia dei mercati” e far sì che la manovra sia “più credibile”, obiettivo fino ad ora non raggiunto dall’Esecutivo visto che, per l’associazione degli industriali, “se i mercati credessero al pareggio nel 2013 o 2014 lo spread sarebbe a 100” anziché intorno a 290. Galli ha ribadito alla Commissione di essere favorevole ad una riduzione dei costi della politica e al via di un piano credibile di liberalizzazioni, premendo, allo stesso tempo, per un intervento più deciso sulle Province, sostenendo la loro abolizione generale, mentre “gli Enti locali devono essere incentivati a dismettere le proprietà immobiliari e le società di servizi consentendo loro di utilizzarne i proventi per spese di investimento superando gli attuali vincoli del Patto di stabilità”.

Niente Robin Hood Tax. Netto no, invece, alla Robin Hood Tax e al contributo di solidarietà proposto dal Governo, considerato “profondamente ingiusto perché incide solo su coloro che dichiarano tutti i propri redditi e già contribuiscono sostanzialmente al benessere del Paese”. Inoltre si tratterebbe, per Confindustria, di una misura non strutturale e che colpirebbe solo 520 mila contribuenti, vale a dire l’1,24% dei contribuenti. In merito alle norme per il lavoro e la contrattazione aziendale, in deroga al contratto nazionale, Galli ha dichiarato che “è necessaria una riflessione con i sindacati che hanno sottoscritto l’accordo interconfederale del 28 giugno perché le disposizioni si prestano ad interpretazioni che potrebbero non essere coerenti con l’accordo stesso”. “Siamo convinti che una materia complessa come quella delle intese modificative delle norme di legge e di contratto vada concordata con le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo. È essenziale un sistema di relazioni sindacali regolato, in grado di garantire certezze quanto all’efficacia dei contenuti della contrattazione collettiva”. Per  l’associazione degli industriali, inoltre, occorre spingere sulla delega assistenziale e fiscale, e impegnarsi con decisione “sulla via del rilancio del Mezzogiorno”.

M.N.