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Tremonti e la crisi: Nessun game over, i mostri sono ancora in giro

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Accolto calorosamente dal popolo ciellino, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha chiuso ieri con il suo atteso intervento la kermesse politica riminese. Un discorso, il suo, incentrato sulla crisi, che – ha spiegato – non è ancora finita. Tra le soluzioni indicate dal responsabile dei conti pubblici per superare gli ostacoli della speculazione finanziaria, gli eurobond, che – ha precisato – non sono utili solo ai Paesi in difficoltà ma all’intera comunità europea.

La crisi continua – “Sulla crisi, non siamo ancora al ‘game over’. In giro ci sono ancora mostri”. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ospite (graditissimo) del Meeting di Cl a Rimini, ha ieri rispolverato la metafora del videogame (inaugurata con pennarello in mano nello studio televisivo di Michele Santoro) per spiegare che la crisi non è ancora finita. Un’annotazione imprescindibile, che il titolare di via XX settembre ha voluto da subito marcare per evidenziare la necessità di ricorrere presto a delle soluzioni concertate a livello europeo.

Viva gli eurobond – Prima tra tutte, l’emissione degli eurobond: “L’idea che l’eurobond conviene a Italia e Spagna e non conviene alla Germania – ha detto Tremonti – è un’idea sbagliata. Gli eurobond sono uno strumento di consolidamento fiscale per la moneta comune e rappresentano l’unico modo per avviare una prospettiva di crescita e finanziare il nostro futuro coniugando il rigore con lo sviluppo”. E ancora: “E’ fondamentale creare un blocco europeo – ha ribadito il ministro dell’Economia – Non ci sono idee ‘anticipate’, ma esistono solo idee che aspettano il loro tempo e quel tempo ora sta arrivando”.

Gli errori commessi – E analizzando il quadro della crisi internazionale: “Troppi governi – ha notato Tremonti – hanno pensato che quella che si avviava non era una crisi ma solo un ciclo. Dall’avvio della crisi sono stati commessi molti errori” per quanto, ha ammesso, “la crisi ha una dimensione finora non nota nell’esistente”. Non solo: “Non è stato ristrutturato il sistema bancario – ha aggiunto il superministro puntando il dito contro gli errori, a suo avviso, più grossolani – anzi il denaro pubblico è stato usato per salvare le banche. Non sono state scritte, se non per finta, le regole sulla finanza che dovevano essere proposte dai banchieri e non dovevano farle i governi”.

La frase di Don Giussani – Visitando, infine, la fiera di Rimini che ha ospitato una mostra sui 150 anni dell’Unità d’Italia, il responsabile del tesoro si è fermato a leggere una frase di Don Giussani riportata all’ingresso: “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”. “Posso staccarla e portarla in Parlamento? – ha scherzato Tremonti – Vorrei farla leggere a tutti gli onorevoli e ai miei colleghi”.

Maria Saporito

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