Caso Penati: Gasparri attacca il Pd e Veltroni lo querela

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:27

La “disavventura” giudiziaria di Filippo Penati continua a tenere banco nel dibattito politico nazionale, scatenando una guerra feroce tra gli esponenti dei vari partiti. Tra i più insofferenti, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ha rivolto pesanti accuse alla dirigenza del Pd “ricco di risorse e povero di trasparenza”. Tra i bersagli raggiunti da Gasparri, anche l’ex segretario democratico Walter Veltroni, che ha reagito annunciando di voler sporgere querela nei confronti del pidiellino, suscitando la “baldanza” del senatore: “Lo invito a un pubblico confronto” ha detto.

Gasparri all’attacco – “Il sistema di potere dei Ds-Pd emerge con chiarezza dalle vicende di Sesto San Giovanni“. Il capogruppo del Pdl a palazzo Madama, Maurizio Gasparri, non ha alcun dubbio: la vicenda giudiziaria di Filippo Penati, su cui grava un’accusa di corruzione già prescritta, profila ombre inquietanti non solo sull’ex presidente della Provincia di Milano ma anche sui dirigenti nazionali del suo partito. Una convinzione talmente radicata nel pidiellino da fargli dire: “Si scrive Penati, si legge Bersani“.

Anche Walter nel mirino – Di più:  “Da questa vicenda – ha ripreso il pasdaran del Pdl – si evince la continuazione delle tradizionali vicende che hanno visto il principale partito della sinistra al centro di un sistema finanziario ricco di risorse e povero di trasparenza“. Quindi l’affondo sul segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, a cui Gasparri ha mandato a chiedere: “Spera davvero di farla franca come capitò ai suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che così, salvati dalla tangente Enimont i capi Pds D’Alema, Veltroni, Fassino ecc, si avviò verso la carriera ministeriale insieme alla sinistra a cui aveva garantito immeritata impunità?”.

La querela per diffamazione – Parole pesantissime, che hanno fatto infuriare l’ex sindaco di Roma nonché ex numero uno del Pd, Walter Veltroni, che ha annunciato una querela per diffamazione contro il senatore del Pdl: “Sono affermazioni gravi – ha detto il democratico – ancora più gravi visto che provengono da una persona che ricopre importanti incarichi istituzionali”. Finito qui? Niente affatto perché il vulcanico Gasparri, alla notizia della querela veltroniana, ha reagito in modo ancor più piccato.

La controreplica di Gasparri – “Veltroni mi querela? – ha commentato – Lo sfido a un pubblico confronto. E’ in grado di affermare che il suo partito non incassò tangenti nella vicenda Enimont? E lui a quel tempo non era già da anni nel gruppo di vertice del Pds, come prima del Pci e poi dei Ds e quindi del Pd? Se ha coraggio – ha continuato Gasparri – accetti di discuterne in pubblico quando e dove vuole”. E ancora: “Veltroni conosce bene le vicende – ha aggiunto il capogruppo del Pdl – E’ un dirigente di primo piano, si illude di proporsi come Alice nel paese delle meraviglie ma la querela – ha concluso Gasparri – non mi priva del diritto di affermare la verità storica“.

Maria Saporito

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