Con Degas, Lautrec e Zandò il mito di Montmartre rivive a Pavia

Il mito di Montmartre, centro pulsante della vita artistica parigina di fine Ottocento e inizio Novecento, rivive a Pavia, presso le Scuderie del Castello Visconteo con la mostra che, dal 17 settembre al 18 dicembre prossimi, raccoglierà i lavori di tre maestri della nouvelle peinture: Edgar Degas, Henri Toulouse-Lautrec e Federico Zandomeneghi.

Fascino di Montmartre – Ottanta opere, tra pitture e grafiche, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, con un apporto speciale di prestiti dalla città di Toulouse, per rievocare tutto il fascino e la vitalità del quartiere parigino, luogo di culto della capitale francese e fucina creativa della vita artistica dell’epoca. Degas per primo ne rimane affascinato, raccontando l’universo delle giovani e belle donne intente alla toeletta, le corse dei cavalli, il mondo equivoco dei cabaret e dei café – concert, quello del circo e delle case chiuse, e soprattutto quello del balletto, come si vede nella splendida “Ballerina” in prestito dal Museo cantonale di Lugano. Un universo denso di soluzioni compositive a cui attinge anche Zandò, come viene soprannominato dagli amici francesi Federico Zandomeneghi, uno dei tre italiani presenti a Parigi e di cui proprio i Musei civici di Pavia possiedono un consistente nucleo di opere. Temi cari anche alla produzione artistica di Henri de Toulouse-Lautrec che identifica non solo la sua arte ma la sua stessa vita con la cultura di Montmartre. Opere quali “Te’te de femme”, della Fondation Bemberg di Toulouse, e “Au cafè: le patron et la caissie’re chlorotique” del Kunsthaus di Zurigo, diventano la materializzazione della simbiosi intima, profonda che l’artista nutre nei confronti di quei luoghi. Un mondo di depravazione e malinconica poesia, popolato dalle ballerine della notte Yvette Guilbert, May Milton, May Belfort, La Goulue, Jane Avril, dal chansonnier Aristide Bruant e dal comico Caudieux, e consegnato alla memoria collettiva dalla straordinarietà del tocco pittorico.

Valentina De Simone