Evasione, nel Nord-Est una fabbrica di 800 operai sconosciuta al Fisco

La Guardia di Finanza ha scoperto 800 dipendenti irregolari e 1,3 miliardi di euro occultati al fisco ad Arzignano, in provincia di Vicenza, in pieno distretto conciario.
L’inchiesta, partita dall’indagine su due maxitangenti ad alcuni funzionari dell’Agenzia delle Entrate per evitare gli accertamenti, riguarda la Mastrotto Group, azienda big del settore conciario con un giro d’affari intorno al mezzo miliardo di euro l’anno, stabilimenti in Brasile ed Indonesia e partner di colossi come Tod’s e Ikea.

Gli accertamenti. Negli stabilimenti di Arzignano della Mastrotto, che gestisce l’1% della produzione mondiale di pellame e che ha sedi anche nei paradisi fiscali del Lussemburgo e dell’isola di Man, le Fiamme Gialle hanno scoperto 800 dipendenti irregolari.
Le indagini sono partite per due tangenti a funzionari dell’agenzia delle Entrate, una da 300 mila e l’altra da 60 mila, per impedire i dovuti accertamenti e permettere al’azienda di mettere in piedi il ‘classico’ giro di società europee ed extra per raggirare il Fisco italiano.
In tal modo, la società ‘madre’ italiana si appoggiava su due trust costituiti ad hoc nell’isola irlandese che a loro volta transitavano attraverso quattro società con sede in Lussemburgo. Il sistema così messo in piedi ha portato a 106 milioni di euro evasi, 1,3 miliardi di redditi occultati, un milione e mezzo di versamenti Irpef e di contributi Inps non pagati per gli 800 dipendenti, tutti irregolari, tonnellate di pellame vendute in nero, per un valore di circa 10 milioni, ed Iva evasa per due milioni di euro.
I fratelli Bruno e Santo Mastrotto, che hanno fondato il gruppo circa cinquanta anni fa partendo da un capannone, dovranno rispondere di corruzione, evasione fiscale totale e lavoro nero.
L’azienda, per ora, ha definito le cifre ‘sproporzionate”, sostenendo di non aver evaso e di aver pagato in nero solo gli straordinari, una “prassi diffusa nel territorio”, a loro dire.

M.N.