Manovra: le prime reazioni alle modifiche

Il vertice-fiume nella villa di Arcore ha già suscitato un vero e proprio vespaio. Le misure correttive messe a punto da Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno, infatti, indotto molti protagonisti della politica nazionale a dire la loro sulla manovra-bis. E se dall’opposizione si leva unanime un coro di protesta, teso a denunciare le tante “falle” del provvedimento rivisto e corretto, dalla maggioranza – al contrario – si grida alla vittoria finale.

Il restyling della manovra – Stop al contributo di solidarietà, nessun innalzamento dell’Iva, qualche “ritocchino” alle pensioni e ai tagli agli enti locali. Sono questi solo alcuni dei punti su cui la dirigenza del Pdl e quella del Carroccio – convocate oggi nella villa di Arcore del Cavaliere – hanno trovato la quadra. Misure che, insieme all’annunciata soppressione di tutte le Province e al dimezzamento del numero dei parlamentari (ma esclusivamente per via costituzionale) hanno già generato le prime reazioni.

Per i centristi i conti non tornano – Tra i più critici, i capigruppo dell’Udc alla Camera e al Senato, Gian Luca Galletti e Gianpiero D’Alia : “Saremo costruttivi come sempre in Parlamento perché questo è un nostro preciso dovere – hanno scritto in una nota congiunta – ma da un primo esame delle modifiche della manovra approvate nella maggioranza traiamo un’opinione netta: i conti non tornano. L’abolizione delle Province ad esempio – hanno evidenziato i centristi – è in realtà stata cancellata con un rinvio ad improbabili costituzionalizzazioni. Che bisogno c’era di questa gigantesca finzione?”.

Ritocchi alle pensioni – Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, ha, invece, puntato l’indice sul capitolo pensioni: “L’intervento sulle pensioni – ha detto – oltre a contraddire i diktat della Lega, è un colpo a tanti impiegati e operai del Nord e del resto d’Italia che dovranno posticipare il pensionamento. Ancora una volta – ha continuato il democratico – le pensioni vengono utilizzate per fare cassa e non per una riforma del welfare“.

L’Idv non si fida – All’insegna dello scetticismo, infine, il giudizio del dipietrista Massimo Donadi: “Se non li conoscessimo – ha affermato – saremmo pronti a commentare positivamente l’annuncio dell’accordo sul dimezzamento dei parlamentari e sull’abolizione delle Province, unici due elementi positivi di una manovra pessima e dannosa. Purtroppo, però, li conosciamo e non ci fidiamo, li aspettiamo alla prova dei fatti”.

Il Pdl esulta (frondisti compresi) – Di tutt’altro segno le dichiarazioni consegnate, invece, dagli esponenti della maggioranza: “Esprimo la soddisfazione politica per il risultato raggiunto – ha scandito il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – frutto del lavoro svolto dal segretario Alfano, da me e dal collega Cicchitto”. Positivo anche il commento del capo dei “frondisti”, Guido Crosetto: “Le notizie uscite dal vertice – ha detto – mi sembrano positive. Lo sforzo condotto in queste settimane dal presidente Berlusconi e dal segretario Alfano ha prodotto eccellenti risultati“.

Un’intesa perfetta – Entusiasta anche il capo dei deputati pidiellini, Fabrizio Cicchitto: “Si tratta di un risultato davvero molto positivo – ha dichiarato riferendosi all’intesa raggiunta oggi a Arcore – Il Pdl ha fatto valere le sue proposte e nello stesso tempo ha realizzato con governo, Lega e ministro del Tesoro una linea positiva e dinamica”.

Maria Saporito