Sarah, la famiglia chiede maxi risarcimento: 33 milioni

La famiglia di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010, ha oggi fatto presente, nel corso dell’udienza preliminare del processo in cui compaiono ben quattordici imputati, le proprie richieste di risarcimenti. In una nota dell’agenzia stampa Ansa si legge: “Ammonta a 33 milioni di euro, con una provvisionale di 300mila euro, la richiesta di risarcimento danni depositata dai legali della famiglia Scazzi, costituitasi parte civile, nei confronti dei Misseri imputati per l’omicidio di Sarah. Giacomo Scazzi, sua moglie Concetta e il loro figlio Claudio hanno chiesto in udienza preliminare tre milioni di euro a testa nei confronti di Michele Misseri, la figlia Sabrina e la moglie Cosima, più un milione di euro a testa nei confronti di Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele, accusati con lui della soppressione del cadavere”.

La difesa di Sabrina – Dal canto loro i legali di Sabrina Misseri, considerata la vera autrice insieme alla madre, dell’omicidio della cugina hanno avanzato la richiesta al giudice di remissione del procedimento alla Corte di Cassazione per presunto inquinamento ambientale. Richiesta che è stata poi accettata dal giudice per l’udienza preliminare Pompeo Carriere.
Uno dei legali dell’imputata, l’avvocato Nicola Marseglia, ha dichiarato: “Con la Procura di Taranto non si aprirà nessun conflitto. E’ una iniziativa contemplata espressamente dal codice di procedura penale. Non c’è nessun rischio di questo genere. Hanno lavorato con estrema passione e grande dedizione a questo caso. La Procura si è spesa, quello che hanno fatto sul piano quantitativo e qualitativo è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo le nostre riserve su alcune iniziative adottate dall’ufficio inquirente ma questo non sposta di una virgola il nostro rispetto non solo formale, per il lavoro che è stato fatto dagli inquirenti”.

S. O.