Danza e paesaggi urbani a Genova per la nona edizione di “Corpi Urbani/Urban Bodies”

Valorizzazione dello spazio urbano e scoperta del territorio attraverso la danza contemporanea: queste le linee guida della nona edizione di “Corpi Urbani/Urban Bodies”, il Festival internazionale di Danza nei Paesaggi Urbani che si svolgerà dal 5 al 10 settembre a Genova e l’11 a Finale Ligure.

Spazio sociale di condivisione – Diciassette gli spettacoli in programma e ventidue gli artisti italiani e stranieri presenti, che proporranno creazioni e performance sul tema dello spazio. Ad inaugurare la manifestazione, lunedì prossimo, la danza verticale della compagnia spagnola Circodelicia con lo spettacolo “Airearte”, un connubio di poesia, danza e musica per raccontare il mare, con due danzatori che s’immergeranno in un’acqua immaginaria per volare sulla facciata di Palazzo Ducale. Quest’anno, inoltre, per la prima volta nella storia del festival, prenderà avvio il progetto delle residenze coreografiche per lo spazio urbano, un’occasione di ricerca per gli artisti, uno strumento di osservazione della vita sociale e culturale di alcuni quartieri della città e anche un’importante opportunità di condivisione con una cittadinanza partecipata ed integrata. Tra le iniziative in tal senso, “Factories”, un progetto speciale per il Sestiere della Maddalena, nel centro storico di Genova, e “Corpi Urbani”, un processo in divenire di interazione tra gli artisti, il luogo e i suoi abitanti, che trasformerà il tessuto sociale in terreno di sperimentazione e di scoperta. E, ancora, “Living room” di Flavia Tapias che condurrà gli spettatori nei condomini costruiti per le famiglie a basso reddito.

Il corpo e lo spazio – L’incontro con il corpo, il proprio e quello altrui, sarà al centro della partita a due di “Y del resto no se nada” del duo spagnolo Ember e di “Cola de gallo” del quartetto La Macana, un cocktail artistico tra culture simili, tra Galicia, Barcellona e Bilbao. Per Nicola Marrapodi e Cristina Banchetti, con “M/F”, il rapporto con il corpo sarà un percorso che dall’essere umano porta al maschio e alla femmina, e ritorno. Per Daniela Bendini, con “Mea Dea”, sarà un incontro/antitesi tra due modelli femminili, quello storico/mitologico e quello contemporaneo. Federica Porello in “Solo on brach &Glenn” darà origine a uno spartito coreografico in relazione alle Golberg Variations di Johann Sebastian Bach suonate da Glenn Gould. Francesca Foscarini in “Kalsh”, invece, indagherà il tema dell’abbandono, della non resistenza, della riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo. Francesco Sgrò, con “Just another normal day”, analizzerà il rapporto tra gesto fisico, gesto acrobatico e oggetto. Nel progetto “Temporabilia-urbs”, della compagnia genovese Nari-Frangioni/UBIdanza, infine, un gruppo di bambini incontrerà un personaggio che si muove in un flusso di detriti gestuali alla ricerca di un’identità, proponendo cambiamenti di direzione, alla ricerca di nuove possibilità.

Valentina De Simone