Finanziamento illecito ai partiti, indagato l’ex ministro Scajola

L’episodio, poco più di un anno fa, portò ancora una volta le attenzioni dei media sulla mala politica, su quel modo di intendere il potere come un mezzo per perseguire i propri interessi. La vicenda che legò l’immagine dell’allora ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola all’imprenditore Diego Anemone, a sua volta accerchiato dai sospetti che lo vedevano come ‘beneficiario’ di appalti pubblici in occasione del G8 organizzato a L’Aquila, fu tale da dare linfa sia ai critici politici che ai professionisti della satira che per mesi ebbero modo di ironizzare su case ricevute in dono a propria insaputa. Scajola si era ritrovato a scoprire di possedere un’abitazione nei pressi del Colosseo che valeva molto più del prezzo pagato. Addirittura 900.000 euro in più. Cifra che a quanto pare Anemone aveva fatto pervenire nel 2004 alle proprietarie dell’immobile, tramite l’architetto Zampolini.

Inchieste – A quella vicenda seguirono, non prima di profonde riflessioni da parte del ministro, le dimissioni di Scajola e un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Perugia che però si è conclusa con l’archiviazione del caso. Ma a quanto pare i guai non sono finiti per l’ex titolare del dicastero per lo Sviluppo economico: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo in cui Scajola viene indagato con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti.
Queste le parole con cui l’ex ministro ha commentato la notizia: “Sono sereno. Sarà chiarita la mia estraneità. Apprendo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sinora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti”.
Fiducioso anche il legale di Scajola, l’avvocato Giorgio Perroni, che ha dichiarato: “Prendiamo atto dell’iniziativa della procura di Roma ed attendiamo serenamente che i magistrati facciano il loro lavoro convinti che tutto sarà chiarito“.

S. O.