Realismi Socialisti: dall’11 ottobre al Palazzo delle Esposizioni

La città di Roma si prepara ad accogliere un ingente numero di mostre particolarmente interessanti a partire dal mese di ottobre. Il palazzo delle esposizioni propone, come sempre, percorsi artistici originali ed insoliti. La mostra “Realismi socialisti. Grande pittura sovietica 1920 – 1970” potrebbe essere un modo per fare un giro all’interno della storia che visse la Russia durante una porzione di secolo pregna di eventi di capitale importanza, e non solo un’occasione per passeggiare fra opere poco note presso di noi.

Arte sociale – Il governo sovietico sostenne con decisione lo sviluppo dell’arte realista all’interno del proprio Paese. L’arte aveva un ruolo anzitutto di tipo sociale, un ruolo che prevedeva una forte supremazia del concetto che l’opera aveva intenzione di esprimere sull’ aspetto formale della stessa. Il realismo socialista è stato, a ben vedere, uno dei pochi movimenti artistici del novecento che sono riusciti ad inquadrarsi in una prospettiva di continuità rispetto alle correnti artistiche precedenti. L’arte novecentesca è stata, per lo più, la costruzione di qualcosa di nuovo a partire dalla distruzione di tutto ciò che c’era prima. Il realismo russo non ha demolito l’arte precedente, ma l’ha fatta fruttare, si è lasciato ispirare da essa senza sentire il bisogno di uniformarsi alle varie avanguardie.

La mostra – La mostra “Realismi socialisti. Grande pittura sovietica 1920 – 1970” aprirà i battenti presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma l’undici ottobre. L’esposizione sarà fruibile fino all’otto gennaio del duemiladodici. Organizzata secondo un ordine cronologico ben preciso, la mostra procede partendo dai primordi di tale movimento artistico. Le prime opere coincidono, cronologicamente parlando, con l’ultimo periodo della guerra civile. Procedendo all’interno delle sette gallerie dell’edificio, si arriverà fino al periodo di Brezhnev. Storicamente ed artisticamente interessante, tale mostra offre la possibilità di affacciarsi su un tipo di mondo che conosciamo solo da lontano, e che merita, invece, d’essere esplorato nel migliore dei modi.

M.C.