Estorsione al premier. Arrestati Tarantini e la moglie

Roma – Dalle indagini è emerso che Tarantini avrebbe ricevuto 500 mila euro per mentire sulla consapevolezza di Berlusconi che l’imprenditore avesse portato escort a Palazzo Grazioli. La coppia verso le carceri di Poggioreale e Pozzuoli.

L’indagine –
Questa mattina all’alba a Roma le Digos di Roma e Napoli hanno arrestato l’imprenditore Giampaolo Tarantini e la moglie.
I due sono stati poi trasferiti nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli.
Il gip Amelia Primavera ha quindi accolto la richiesta di custodia cautelare richiesta dai pm Wookcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli nell’ambito dell’inchiesta sulle escort svelato da Patrizia D’Addario.

L’ipotesi di reato – Sia a Tarantini che alla moglie la procura di Napoli contesta il reato di estorsione, ipotizzando nel capo di imputazione un presunto “danno rilevante grave e condotta perdurante“.
L’estorsione sarebbe avvenuta ai danni del premier nel luglio 2011. Le indagini “sono tuttora in pieno svolgimento, anche con perquisizioni domiciliari“, ha fatto sapere la procura di Napoli.
Nonostante le indagini stesse siano state “fortemente compromesse dalla criminosa sottrazione di numerosi e rilevanti contenuti della richiesta cautelare ad opera di ignoti, cui ha fatto seguito nei giorni scorsi la pubblicazione degli stessi su alcuni giornali nazionali“.
Secondo gli inquirenti Tarantini avrebbe ricevuto un compenso per mentire circa la consapevolezza del premier che l’imprenditore avesse portato a Palazzo Grazioli escort. Tarantini, a sua volta, sarebbe vittima di un raggiro di Lavitola, che dei 500 mila euro avrebbe trattenuto 400 mila euro per impiegarli in operazioni finanziarie in tutta Italia. Nella versione di Panorama, l’indagine dei pm Curcio, Woodcock sarebbe stata imperniata su intercettazioni telefoniche molto recenti che riguarderebbero conversazioni di Lavitola con Tarantini o con la moglie dell’imprenditore.

Matteo Oliviero