A Venezia la Bellucci si spoglia, ma non troppo

Bellucci film. Oggi alla mostra del cinema di Venezia è la giornata di Un été brulant. Se vi state chiedendo cosa ci sia di interessante in questo film le risposte sono due, a secondo che siate raffinati cinefili tutti d’un pezzo o comuni mortali che rivendicano il proprio diritto a godere di un po’ di sana bellezza femminile. Nel primo caso possi dirvi che il film è diretto da Philippe Garrel raffinato e poetico regista francese che qualche anno orsono si portò via dal festival il Leone d’Argento per Les Amants Reguliers. Il buon Garrel è autore che ama mettere in scena struggenti passioni amorose incasellate in quadri formali vagamente retrò, era uno dei ragazzi di bottega della Nouvelle Vogue, tanto per capirci. Nel secondo caso invece vi dirò che, a vivere la struggente passione in questo film, è stata chiamata niente popò di meno che Monica Bellucci.

Nudo Bellucci. Questi giorni d’attesa prefestivalieri sono stati scossi dal bruciante interrogativo che precedeva la visione del film di Garrel. L’interrogativo poteva scindersi nelle seguentii domande: Monica Bellucci si spoglierà veramente davanti all’obiettivo del regista francese? E se si, come sarà  l’effetto nudo integrale per la quarantaseienne attrice umbra? Interrogativi di scottante attualità non c’è che dire. Ebbene oggi tale improcrastinabile domanda ha avuto una risposta. Almeno dai primi fortunati che hanno goduto della pellicola nelle proiezioni stampa. Beh pare che non ci sia stato molto da vedere, che era tutto un effetto artistico alla Goya, o una montatura pubblicitaria alla “dobbiamo pur campare”, messa su per sostenere un film che altrimenti, almeno dalle premesse, prometteva di guidare il pubblico verso colossali dormite. Insomma a Venezia per ora lo scandalo è rimandato. Molto rumore per nulla.

Simone Ranucci